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giovedì 04 maggio 2006 14.25.51 |
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Premesso che non ho ancora digerito la "mossa dell'ombrello" di Bertinotti, quella con la quale fece cadere il Governo Prodi nel '98, a differenza
di Pansa, non me la sono però "legata al dito" al punto, di costruire ogni volta ardite circonlocuzioni, per arrivare a "darmi" sempre ragione, e dipingere sempre il
"parolaio rosso", come il nemico da abbattere. Nel caso specifico poi, la "mossa del cavallo", di Bertinotti, non è questa volta quella di un capo partito, ma quella di un Presidente di una delle due Camere, che da solo non va comunque da nessuna parte, e che non ha fatto la sua mossa, solo invertendo l'ordine del giorno, ma anche, e io direi sopratutto, anticipando i tempi. Anticipando i tempi a tal punto, da potersi verificare il caso che l'incarico dato "dopo" a Prodi, possa portare il Governo a chiedere la fiducia quasi negli stessi tempi in cui l'avrebbe chiesta se l'incarico fosse stato dato prima, ma con il Presidente ancora da eleggere. Alla luce poi della limpida scelta di Ciampi, appare ancora più chiaro, che il passaggio evocato da Ottanelli, quello di un governo Prodi dimissionario dinnanzi ad un nuovo e diverso Presidente, sarebbe stato un passaggio obbligato e capace di fatto di allungare e non di abbreviare i tempi dell'andata a regime del nuovo Governo. Restano certo, e purtroppo intatte a mio parere, le ragioni di chi teme manovre opache, ma non sarebbero certo state rese tout-court limpide, da un incarico a Prodi dato oggi da Ciampi. Quanto all'elezione del Presidente, sono intanto per dire, che pur non avendo personalmente grandissima "empatia" per quello che troppe volte ho letto come il buon "zio Ciappi", sono ben determinato a riconoscere che a deporre inequivocabilmente a favore, della limpida scelta del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, a mio parere, sta proprio la trasparenza delle sue motivazioni. Come scrive Ezio Mauro su la Repubblica, motivazioni sostenute da "una ragione intima e una ragione istituzionale", ma soprattutto, due ragioni limpide! E come tali, offerte al giudizio dei cittadini, e in quanto tali, foriere di un "gesto molto poco italiano"! Con il suo agire, il Presidente Ciampi, ha posto un sigillo alla sua Presidenza, che risulta in totale coerenza con il suo essere stato "servitore" dello Stato. Fornendo così, forse, il messaggio più alto del suo settennato. Un solo dubbio nell'occasione mi attanaglia: che le orecchie a cui è destinato, siano inadatte a riceverlo; troppo "alta" la frequenza usata da chi trasmette e purtroppo solo "basse" le frequenze comprensibili da chi riceve. Concludo, schierandomi nella fattispecie dietro a Marco Ottanelli, senza per altro nemmeno io, rinnegare, nel mio caso la stima (non posso parlare di amicizia), che su queste pagine ho potuto veder crescere per Valerio Longo. Vittorio Melandri |
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Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line |