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martedì 11 aprile 2006 17.37.07 |
Cicchitto e la P2di Vittorio MelandriL’on. Fabrizio Cicchitto è tornato a parlare della P2! Lo ha fatto con una lettera spedita all’Unità che voleva essere una replica ad un precedente articolo di Roberto Cotroneo. Mi sono perso eventuali altre circostanze in cui codesto uomo politico che un tempo ho ammirato, e che oggi mi sconcerta al solo vederlo apparire sugli schermi TV, si è misurato pubblicamente con tale materia, ma ho memoria della prima volta che lo ha fatto. Correva l’anno 1981, da poco tempo gli elenchi della P2 erano stati resi noti e sul numero 10 della rivista Pagina (Luglio 1981) comparve una “Lettera a Cicchito – Fratello Smarrito-” a firma di Giampiero Mughini, che si rivolgeva all’amico che sapeva “tormentato dal degrado morale e intellettuale dell’attività politica”, per manifestargli il suo allarme per la sua iscrizione alla loggia massonica Propaganda 2, e per offrirgli ospitalità sulle colonne della rivista, al fine di mostrare così il “coraggio di spingere fino in fondo l’analisi, e denunciare le aberrazioni della politica pur di salvare la qualità della politica.” Cicchitto accettò l’invito, e così come oggi ha colto la “provocazione” di Cotroneo respingendo ad un tempo quella di Chierici e parla come sopra detto di P2, sulle pagine dell’Unità del 14 marzo, allora parlò di P2 dalle pagine di Pagina n. 11-12, dell’agosto/settembre 1981. In un quarto di secolo, Cicchitto dimostra di non aver cambiato idea sulla sua iscrizione alla P2, che definiva “errore molto grave” e che oggi ribadisce essere stato “un grave errore”. Sembra invece che Cicchitto abbia proprio cambiato idea sulla P2 stessa. Nel 1981 definiva la loggia massonica «una realtà che era espressione del potere dominante e delle distorsioni conseguenti», una realtà a cui lui, che si sentiva «“oggetto” delle attenzioni di qualcosa di “invisibile”.» si era rivolto per «ricercare una tutela per così dire “privata”, “riservata”.» Oggi invece, sostiene innanzi tutto che la P2 non c’è più, che è stata sciolta da 25 anni, per subito aggiungere che è stata smantellata a colpi di sentenze, la relazione Anselmi, che la P2 l’aveva analizzata con rigore, e soprattutto, che è stato «negato il carattere eversivo di quella associazione». Insomma se 25 anni fa, sempre per dirla con Cicchitto, qualche preoccupazione poteva venire «dall’enorme sviluppo delle tecnologie di controllo, dai satelliti agli strumenti di ascolto a distanza.»…. e ancora maggiori preoccupazioni venivano…«In Italia,… dai servizi segreti (che) hanno, da sempre, rappresentato un elemento di inquinamento e di alterazione della vita politica.»…. oggi sarebbe tutto passato, la teoria del “doppio Stato” è solo una teoria tardo complottistica, e lui si sente ancora sotto controllo, sì, ma solo da parte dei tardo comunisti dell’Unità, e tutti possiamo vivere finalmente felici e contenti, grazie ad un Primo Ministro che, a differenza di Cicchitto, continua a negare di avere mai aderito a quella benefica associazione. Verrebbe proprio voglia di credere al secondo Cicchitto e dimenticare il primo. Per quanto mi riguarda sono però condizionato da un ricordo. Quando il 5 aprile 1987 in chiusura del XLIV Congresso del PSI a Rimini, Bettino Craxi ri-accolse fra le fila del gruppo dirigente del partito un “compagno che aveva sbagliato”, si pensò che il riferimento fosse allo sbaglio che quel compagno aveva fatto con l’essersi iscritto alla P2, ma nessuno a tutt’oggi mi ha tolto dalla mente che Craxi, si riferisse invece ad un altro errore di Cicchitto, quello di averla ammessa, la sua iscrizione alla P2. Oggi, l’on. Cicchitto non può certo negare quel lungo intervento su Pagina, e gli resta solo la possibilità di negare il carattere eversivo di una associazione, che da tempo, è tornata ad essere quello che avrebbe sempre voluto restare, una associazione sconosciuta ai sudditi e nota solo a chi sa farne “buon uso”. |
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Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line |