<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> il capolavoro democratico
Registrazione
Tribunale
di Firenze
Nr.5375
 
sostienici
 
Mercoledì, 21 Maggio, 2008 13:02
 
 
home
redazione
documenti
speciali
lettere
link
video
scrivi alla redazione
2008
archivio 2007
archivio 2006
2005
2004
2003
2002
2001
 

 

Iscriviti alla NewsLetters di Democrazialegalita.it

Riceverai una media di due mail al mese con gli ultimi aggiornamenti, sarai aggiornato su iniziative e appuntamenti, e potrai scriverci i tuoi commenti.

Potrai cancellarti quando vuoi cliccando sul link che trovi in ogni mail da noi inviata, oppure puoi cliccareCANCELLAZIONE

I dati sono trattati a norma di legge.

 

 

 

*Per commentare questo articolo Commenti@....
 
 
Il capolavoro democratico
 
di Vittorio Melandri
 

Seguendo il filo del ragionamento di un esperto, Luciano Violante (la Repubblica 21 maggio 2008), ed applicandolo al periodo di vita del nostro Paese che convenzionalmente si usa definire come quello della II Repubblica, “prima della legge Calderoli (1994-2006),  il Parlamento rappresentava senza decidere, causa la miriade di Partiti a cui si riferivano parlamentari comunque, in qualche misura almeno, eletti dal Popolo sovrano; dopo (2006-2008), con l’entrata in vigore della “legge porcata”, le Camere hanno continuato a non decidere, senza però più rappresentare, alla luce del fatto che una ancora più accresciuta miriade di Partiti seduti in Parlamento, ha assunto la faccia di parlamentari “nominati”, in virtù del potere quasi teocratico posto di fatto dalla “porcata”, nelle mani di pochi decisori, incastonati nelle opache segreterie di sempre dei partiti; da oggi (2008), è di tutta evidenza che il Parlamento ridotto ad essere presidiato da un duopolio, dopo essere stato in preda ad una oligarchia, si appresta per cinque anni (sino al 2013) a decidere, forte di una maggioranza che non ha nemmeno più bisogno di editti “bulgari” per essere “bulgara”, ma è un Parlamento che continua a non rappresentare, in forza dello stesso meccanismo di nomina di cui sopra, ancora più circoscritto nei suoi effetti, nelle mani di un ancor più ridotto numero di decisori.

Si è così compiuto un vero e proprio capolavoro democratico. Un altro esperto della materia, Andrea Manzella, in risposta a Violante sullo stesso foglio nello stesso giorno, ammonisce a tener conto dell’indispensabile punto di equilibrio che, con l’elezione di un Parlamento nazionale, si deve stabilire “tra democrazia governante e democrazia garantita”.

Come possano, le stesse forze che hanno partorito il “capolavoro democratico” grazie al quale hanno messo le loro mani sul Paese, approdare al punto di equilibrio agognato da Manzella, resta per me un mistero attualmente insondabile, leggibile in positivo nei suoi ineffabili risvolti, solo con un atto di fede. Oppure, un mistero che potrebbe essere s-velato da una pestilenza. Personalmente non sono in possesso della fede, ma, ascoltati i boatos di “stupida ferocia” con cui il nuovo governo si propone di épater les bourgeois”, o meglio, con cui si propone di “rassicurare villici, cittadini e borghesi”, e osservata l’ignavia con cui l’opposizione lo segue a ruota …. basta accostare detti boatos alle parole di Gomorra di Saviano, a cui oggi si assommano le immagini di Gomorra di Garrone, per rendersi conto che una pestilenza è alle viste.

 
 

*i commenti saranno pubblicati. La redazione non risponde per il contenuto dei commenti. La pubblicazione è decisa a insindacabile giudizio della redazione. Sarebbe preferibile inviare commenti firmati, la firma potrà non essere resa pubblica su esplicita richiesta.