referendum guzzetta, legge elettorale, beppe grillo, vittorio melandri
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Caro Gabriele,
quando nel 2007 ho firmato a sostegno del cosiddetto referendum Guzzetta-Segni, anch’io (nel mio infinitesimamente piccolo al suo confronto) come il mio coetaneo Presidente-navigatore D’Alema, avevo in mente di voler contribuire a scardinare la “porcata”; alias la legge elettorale in vigore.
Allora (ancora e sempre ingenuamente) pensavo che la minaccia rappresentata da un incombente referendum avrebbe spinto la maggioranza del tempo ad accelerare in direzione di una nuova legge elettorale, che, come noto, si può varare in Parlamento con una maggioranza semplice e che una maggioranza semplice, anche a dispetto di una minoranza vuoi riottosa, vuoi ….. leghista, può produrre non solo in forma di “porcata”, ma anche in forma di legge equilibrata.
Come noto questo non è avvenuto ed oggi, se si andasse al voto e votassi sì in coerenza con la mia firma di allora, mi ritroverei a sostenere il passaggio da una legge porcata, ad una porcata di legge.
Questo, se ce ne fosse bisogno, a dimostrazione che in questo paese ad essere soli siamo noi cittadini, “aiutati” dal determinante contributo di una opposizione politica allo sbando.
Noi cittadini che, per dirla con l’efficacia satirica di Sabina Guzzanti, abbiamo imparato a parlare ascoltando la TV, ma nemmeno una volta imparato a zittirci, potremo facilmente uscire dal “cul de sac” nel quale ci stiamo sempre più infilando, spinti da quella trasversale “arroganza del potere”, che in Italia ha ormai assunto le proporzioni di una vera e propria endemia.
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