| lunedì 31 ottobre 2005 10.04.46 |
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Notte Bianca a Napoli, la vera storia di Francesco Postiglione Ieri, 29 ottobre, Napoli ha dato la sua definitiva prova di sé. Diffidate di quello che leggerete nei giornali di oggi, da Repubblica a Il Mattino, la notte bianca a Napoli non è stata proprio una festa. Non certo per le centinaia, forse migliaia di persone che hanno cercato di raggiungere il centro dalla periferia, fosse Torre del Greco, Quarto, Licola, Marano, o Giugliano. Ma impossibile era raggiungere la festa anche dalle zone più lontane della stessa città. Questa la cronaca: alle 20 in punto sono alla stazione Metrò di Bagnoli per andare al centro storico, unico e solo teatro delle oltre 350 manifestazioni della notte bianca. Passa mezz'ora e il treno ancora non arriva. Mi sposto alla Cumana di Bagnoli dove un primo treno parte con passeggeri quasi fuori dai finestrini. Telefono subito al numero verde appositamente istituito per l’occasione: sono gentili, rispondono, mi lasciano in attesa ma non per molto, mi fanno parlare con un dirigente. Io scateno la mia protesta: i treni passano ogni 20 minuti, meno della mattina, possibile che per un evento del genere non si è pensato di aumentare le corse? Il successivo arriva comunque dopo mezz'ora, riusciamo a spintoni a prendere posto, si parte. Orario: 20.35. Arrivo al centro alle 22.15 (tempo normale di percorrenza: 15 minuti) e lì inizia la vera odissea: fiumana di gente verso ogni dove, decidiamo di seguire un flusso laterale tra spinte e calca ma trovo davanti alla nostra strada un cassonetto rovesciato: impossibile procedere. Ne ho abbastanza, si torna indietro. Tento di prendere il metrò da Montesanto: inutile, mi dicono altri, il treno non circola (più tardi alcuni amici mi diranno che hanno tentato invano di prendere il Metrò da altra stazione, ma la scarsa frequenza rendeva i treni già carichi a metà percorso). Vado verso la Cumana allora. Nel frattempo un camion della nettezza urbana cerca di farsi strada fra la folla (ore 23, che ci fa un camion rifiuti a quest'ora, nel bel mezzo della notte bianca? Chi gli ha dato l’ordine, dico io, di andare a raccogliere i rifiuti proprio adesso?), macchine parcheggiate al centro della strada, e al ritorno sempre in Cumana ci scappa la rissa fra due passeggeri che si contendono l'ultimo scampolo di posto disponibile. Prenderò, dopo una fila di più di mezz'ora fra un megaflusso di arrivo e uno di partenza, il treno per casa. Durante questa odissea, di polizia o protezione civile, nemmeno l'ombra. I giornali dicono che ne sono stati allertati a migliaia: forse, ma sicuramente non nelle stazioni dei treni. E nemmeno nelle strade. Mi viene da pensare che se avessimo un'opposizione decente, o un'amministrazione moralmente seria, domani troverei sui giornali i titoli delle dimissioni della giunta, che sulla notte bianca ha speso non poco della sua faccia. E invece così non sarà, è ovvio. Mi viene da pensare che se avessimo almeno una stampa locale non asservita al potere, domani troveremmo titoli di giornali tipo Napoli in tilt oppure Notte bianca, uno scandalo. E invece così non sarà, è ovvio. Nemmeno a Bogotà o Kinshasa si vedono certe cose. Chi può se ne vada. Chi non può, si prepari a morire lentamente, giorno dopo giorno. 31 ottobre 2005 | ||||
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Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line |
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