<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%>V.Day, Vaffanculo day, Beppe grillo, 8 settembre 2007, vaffanculo day
Registrazione Tribunale di Firenze Nr.5375
3-09-2007
 
 
Rubriche
di E.Veltri
di G.Bonofiglio
Traduzioni di
B.Tolomei
di R.Anguillesi
 
 
 
Commenti e resoconti sul Vaffanculo_Day di Beppe Grillo
 
D'Alema e il V.Day
di Carla Barducci

Di bugie e falsità sul V-day nei giorni successivi all’evento, espresse da quasi tutte le forze politiche ne abbiamo lette tante. Bugie terra, terra, come la frase su Biagi pronunciata da nessuno a Bologna (ma ora va di moda che chi si esprime contro la legge 30, passa per terrorista?), che anche chi non era in piazza, capiva benissimo che si trattava di grossolane menzogne. Ma quando ieri, 14 settembre, su Repubblica ho letto D’Alema che parla di “inutile carica di violenza”...

Quando l'evento è scomodo: prima e dopo, istruzioni per l'uso

di Daniela Gaudenzi

Prima del V-Day c’è stato il prevedibile tentativo di mettere la sordina, di sottovalutare e di rimuovere, le conferenze stampa “misteriosamente” disertate, gli accenti sulle gaffes le intemperanze, le presunte incongruenze, contraddizioni, cadute o incidenti di percorso in cui sarebbe incorso il comico “incantatore”, “demagogo”, “populista”, “affabulatore”, “becero” e “qualunquista” ecc… Poi la rimozione di una iniziativa che ha mobilitato tutte le piazze italiane e che in un giorno ha raccolto oltre 300.000 firme su tre iniziative squisitamente politiche e pienamente inscritte nel dettato della nostra carta costituzionale: la notizia è saltata dalle copertine dei TG e la stragrande maggioranza delle testate nazionali l’hanno ignorata nelle loro prime pagine...

 
Segnaliamo questo commento di Eugenio Scalfari,( pubbl. su Repubblica del 12-09- '07)
 
 
 
 
 
SCRITTI PRIMA DEL V-DAY:
 
Abbiamo deciso di dedicare al V.Day indetto da Beppe Grillo una riflessione. Crediamo, che questa giornata, nel bene e nel male, sia un punto di arrivo per i movimenti che - nel periodo del governo Berlusconi - spuntarono in tutta Italia a rappresentare e tentare di 'organizzare' la società civile contrapposta alla Politica del palazzo.
Nella redazione ci sono parerti discordanti su questa giornata, ve li sottoponiamo tutti :
   
Carla Barducci  
 

Per prima cosa dirò subito che ci andrò. E dirò anche che è stata una decisione molto combattuta.Di Grillo penso che ha fatto e fa alcune cose grandi, vedi il crac Parmalat da lui annunciato con largo anticipo; spesso cerca di portare in primo piano, aspetti della nostra realtà che dalle alte sfere si cerca in tutti i modi di nascondere. Per queste cose lo apprezzo moltissimo.Peccato che in questo Paese puoi denunciare le peggiori infamie che tanto non accade nulla, il giorno dopo, si prosegue la vita normale come se nulla fosse. Così come accade alla Gabanelli con la sua trasmissione: il giorno seguente ti aspetti le prime pagine dei quotidiani con i titoloni di quello che hanno tirato fuori a Report e invece nulla, neanche un trafiletto in ventesima pagina! Però, meno male che esiste la Gabanelli e meno male che esiste Grillo. Di lui penso anche che a volte è piuttosto qualunquista; leggo spesso il suo blog e di tanto in tanto mi sembra una bella accozzaglia di idee buone mischiate con un populismo insopportabile. In sintesi, per me è un bravo comico che non sempre condivido. Il V-day penso sarà proprio un bel miscuglio di giusta ribellione con tanta demagogia. Penso che se avessi un partito cui fare riferimento non ci andrei, ma forse, in questo caso, non sarebbe neanche stato indetto. Mi vivo la partecipazione a questo appuntamento come una necessità, in un Paese dove i politici ci hanno abbandonato, ben venga qualcuno che mi permette di esprimere il mio dissenso, qualcuno che riesce a denunciare e a gridare in faccia a tutta la classe politica quanto facciano schifo.Grillo è lo specchio del nostro Paese, molte persone si sentono rappresentate da lui, dai Luttazzi, dai Paolo Rossi e via dicendo, piuttosto che da chi dovrebbe farlo. E’ chiaro che è un’anomalia, ma questa realtà non l’abbiamo certo voluta noi ma finché c’è, viva Grillo!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
Barbara Fois  
 

"L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare."Beppe Grillo.

Francamente la scelta del giorno mi pare inquietante: l’8 settembre…. Eh, sì perchè il D-day, lo sbarco in Normandia, avvenne il 6 giugno del 1943, ma l’8 settembre, eh, a quel giorno del 1943 son legate molte cose diverse:l’ armistizio con gli Alleati e la fine del sodalizio militare con la Germania, la dissoluzione dell’esercito fascista e la nascita della Resistenza, la fine della stucchevole ed enfatica “patria” e la nascita dello stato democratico Ma fu anche l’inizio di una guarra civile che avrebbe diviso e distrutto famiglie, paesi, città; fu il principio di tanti bombardamenti, deportazioni e morti. Una data difficile e dolorosa, insomma…. È forse per questo che si è voluto sdrammatizzarla con quell’appellativo un po’sboccato? Ma del resto: una sentenza della V Sezione Penale della Cassazione hadecretato che“vaffanculo” non è una parolaccia. Si legge infatti nella sentenza«talune parole ed anche frasi che, pur rappresentative di concetti osceni o a carattere sessuale, sono diventate di uso comune ed hanno perso il loro carattere offensivo». Quindi da quel lato tutto a posto… ma non meniamo tanto il can per l’aia con pretestuose speculazioni e chiediamoci con schiettezza:insomma che caspita significa?? Mi spiego meglio: politicamente che senso ha? A chi è rivolto il “vaffanculo” depenalizzato? E perché non l’abbiamo mai fatto quando al governo c’era il cavaliere e la sua truppa? Io ci sarei andata tanto volentieri, per esempio! E l’avrei gridato con tutta l’aria dei polmoni e con un senso liberatorio e di felicità appagata da sindrome di Stendhal ( nel senso: ah, che bello!!!). Ci andrei di malumore, stavolta. Dispiaciuta, depressa, irritata, questo sì, ma senza nessun senso liberatorio. Tutt’altro! Direi con un maggior senso di frustrazione. Non che non abbia voglia di “mandarceli”, anzi! Li prenderei a frustate, i “nostri”, per quanto ci hanno deluso, per come hanno disatteso tutte le promesse per cui sono stati votati. Non hanno scuse, di nessun tipo. Sono arroganti, presuntuosi, e hanno tanta voglia di blindarsi come gli altri, ma smettiamola comunque di fare delle ammucchiate qualunquiste e dire “son tutti uguali”. Perchè nonostante tutto, non è ancora così, per fortuna. Ma soprattutto non siamo uguali noi, elettorato di CS, a quello di CD!! Così non credo che ci andrò, dopo tutto. Come si dice “à chaque jour suffit son mal” (a ciascun giorno basta il suo affanno)…..

   
Vittorio Melandri  
 
“La vicenda dei lavavetri in Italia è umiliante per la sua piccolezza.” La frase di Furio Colombo non lascia campo ad equivoci ed induce a riflettere attorno ad una condizione a cui siamo costretti noi cittadini italiani dalla politica corrente, quella per cui possiamo dirci appunto: “umiliati”. Umiliati, anche se pare che i primi a non accorgersene, forse per una forma di pudore mal riposto, siamo proprio noi, che tutto diamo a parere meno che, per dirla con Fedor Dostoevskij, di essere “umiliati e offesi”. Il giorno prima che Colombo spendesse la sua frase, Antonio Padellaro sempre sull’Unità affermava che una “folla” (io ho inteso volesse dire sempre più numerosa) “comincia ad averne le tasche piene” dei privilegi riservati alle varie caste (che non si esauriscono certo a quelle politica e sindacale). Non sono così ottimista come Padellaro, e penso che la “folla” per quanto numerosa sia comunque una minoranza, ma …. oltretutto, cosa significa in fondo averne le tasche piene, se l’esito continua ad essere quello di aver in buona considerazione il berlusconismo con annessi e connessi, tutt’al più privato solo di Berlusconi? Sino a che noi cittadini italiani non faremo i conti con la nostra condizione di umiliati, e non ci sentiremo offesi nei nostri sentimenti più intimi da questo “stato” di cose, per cui la “criminalità organizzata” la fa da padrona dove vuole, intanto che solerti politici mettono sotto il loro tallone perfidi lavavetri; sino a che non sarà chiaro che il “pizzo” che intere categorie di lavoratori sono costretti a pagare in intere regioni italiane, non vale tanto per il fatturato che accumula, ma perché è la dimostrazione patente di chi vince la sfida del comando sul terreno, fra Stato italiano e “criminalità” organizzata; sino a che non ci si deciderà a ricordare che Libero Grassi non denunciò solo la sua volontà di ribellione al “pizzo”, ma anche la sua convinzione che il suo possibile successo dipendeva dalla cacciata della “cattiva qualità del consenso” di cui si nutriva e si nutre la politica italiana (e non a caso fu ucciso); ogni azione di questa politica imbelle e incapace, per non dire vigliacca, si risolverà in una nuova umiliazione inflitta a chi non può e/o non vuole dimettersi da cittadino italiano. Temo che non basti un vaffanculodey, ci vorrebbe una rivoluzione. Scartata quella armata, destinata a sicura sconfitta, non resta che quella “rivoluzione della dignità”, che solo gli umiliati consapevoli della propria condizione e gli offesi che intendono liberarsi dell’oppressione dell’offesa, potranno/dovranno/sapranno, prima o poi innescare. Prima che si inneschi una tale rivoluzione, mi convinco ogni giorno di più che ogni speranza è vana.
   
Marco Ottanelli  
 

Il va’ a fan culo day di Beppe Grillo, l’ultima spiaggia per gli italiani indignati che non hanno trovato nella politica, nei girotondi, nella società civile e nella testimonianza di onestà il modo di agire valido per eliminare le sporcizie e le immani e proterve impunità e i privilegi della classe dirigente, mi mette profondamente a disagio. Perché ne condivido le proposte di legge, ma non il metodo; perché ne condivido la base “giuridica”, ma non lo spirito; perché ne condivo l’indignazione ma non le illusioni. MAI il Parlamento ha accolto una sola proposta di legge popolare, lo abbiamo scritto tante volte. Figuriamoci un po’ se mai approverebbe una o più norme che ne diminuissero anche in minima parte i poteri, seppur perversi. Fuori i delinquenti? Ma se essi sono contesi come merce rara e preziosa dal PD e da FI e da UDC e da UDEUR. Ma se essi sono anche in commissione antimafia, ed i poveri onorevoli Licandro (PDCI) e Napoli (AN) sono stati politicamente massacrati per aver osato chiedere che ne fossero esclusi? Sì alle preferenze? Ma se è dal 1993 che le hanno abolite, e le stanno abolendo anche nelle elezioni regionali (vedi il caso Toscana), e se tutti i piani e i progetti e i Grandi Sogni di tutti i partiti e tutti i leader prevedono alchimie elettorali le più varie (e pericolose), ma ovviamente senza preferenze? Li vogliamo mandare a fan culo? Liberi di farlo. Ma so, o per meglio dire, e per lasciare un margine alle mie previsioni, temo, fortissimamente temo, che sarà clamorosamente, rumorosamente, fragorosamente tutto inutile. Ed io, vigliaccamente, pigramente, sconsolatamente, ho deciso di non fare più cose inutili. L’8 settembre (e la scelta della data è, a mio avviso,sbagliatissima), mi spiace tanto, soprattutto per me, ma non ci sarò.

   
Roberta Anguillesi  
 

Per restare in linea con la scelta estetica di Grillo: sono convinta che il v.day sia una immane stronzata. Una stronzata ruffiana, barocca, imbarazzante. Pericolosa, comunque. La casta, la tanto esecrata casta è lì, nel Palzzo da 70anni, sempre uguale, con gli stessi privilegi, le stesse arroganze, la stessa protervia e gli stessi vizi. Da 70 anni. Circa. E non per grazia divina, ma per volontà del popolo. Un popolo che ogni qualvolta è stato chiamato alle urne ( in media 1 volta per anno solare) l'ha riconfermata, amata, coccolata, voluta e osannata, accompagnandone i trionfi con piazze stracolme, tifo da stadio, discussioni da bar. Per 70 anni, senza soluzione di continuità. Sempre, il popolo, della destra e della manca, ha riconfermato sè stesso, e con sè stesso la casta che, evidentemente, riteneva degna e meritoria di rappresentarlo.Con quale gaudio e con quale entusiasmo si è arrivati a votare - a destra- per dei residuati del socialismo craxiano o addirittura della sx extraparlamentare, e -a sinistra- per dei residuati del democristianismo verace (con annesi e connessi di scandali, millanterie e pirataggi vari), pur di mantenere viva e vegeta la 'casta'.Mani e piedi spellati nei battimani eroici negli eroici pellegrinaggi di investitura ( convention o raduni che fossero). Valga per tutte la prova che quando la casta ,unica volta, vacillò con mani pulite il popolo fu lieto e contento di votarne la restaurazione, chi scegliendo Berlusconi, chi affidandosi a ideologiche , vecchie e cigolanti, nonostante i vestiti nuovi , macchine da guerra . Addirittura qualche protagonista di quella stagione tanto fece e tanto brigò per entrare anche lui in quella, tanto esecrata, casta. L'Italia la ama e la vuole, la casta, perchè questa è l'unica garanzia per il paese di restare quello che è, di continuare la tradizione del 'piove governo ladro', della politica della lamentela, del tanto sono tutti uguali, senza nessun impegno personale nel contratto sociale che sottindende una nazione, unica Garanzia anche delle aspirazioni, preziose per un popolo congelato dal punto di vista sociale e culturale, per cui le speranze di realizzazione personale sono legate SOLO a entrare o in politica o in televisione, o meglio ancora in ambedue; anche per le anime più belle, anche per molti dei più indignati tra gli indignati, privi di idee, che giocano la carta effimera dell'indignazione. Credo che Grillo abbia scelto di iscenare, con il v.day, una bella e liberatoria lite tra innamorati, una pantomima catartica che liberi dall'astio e da pericolosi risentimenti, pericolosi per gli equilibri che tengono su anche lui, permettendogli di ridurre e mortificare la politica in un 'guittesco' esercizio di appartenenza, di fede, un rito acefalo senza responsabiltà e senza il coinvolgimento della ragione , senza la fatica dell'impegno , della visione prospettica e vitale, che deve avere la politica per essere un mezzo con cui una società si garantisce presente futuro. E poi, rispettando la tradizione italica dell'8 settembre, tutti a casa.

nota:rileggendo, ho usato la parola casta in modo ossessivo. E' voluto.

   
Gabriele Pazzaglia  
 

Siamo tutti stanchi di questa politica, non ci sono dubbi. Grillo ha deciso di mettersi in gioco organizzando una manifestazione per la proposizione di una legge popolare contenente tre punti:

Divieto di candidatura ai condannati anche in primo ed in secondo grado

Divieto di elezione per più di due legislature

Ritorno ad una legge elettorale con preferenza diretta

Questa legge per me è più che condivisibile. Benché in un paese normale non ce ne sarebbe bisogno (vi immaginate se in Inghilterra un pregiudicato chiedesse il voto?) vista la situazione politica e lo stato del paese, è una legge necessaria. Non è tollerabile un paese in cui le leggi sono fatte da chi le ha già violate e dove il denaro è amministrato da chi lo ha già rubato.

Più scettico sono sul metodo usato. Si parla di legge popolare, cioè di un testo sottoscritto da 50,000 cittadini che, per diventare legge, dovrà essere approvato dal parlamento. Visti i precedenti, e la situazione attuale, è facile pensare che il papiro di carta con le nostre firme finirà sotto la gamba di una qualche scrivania per riequilibrare il piano.

Per chi scrive avremmo bisogno di questa legge, ma la conclusione più probabile è che sia ignorata dal Parlamento.