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| Commenti e resoconti sul Vaffanculo_Day
di Beppe Grillo |
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D'Alema e il V.Day
di Carla Barducci
Di bugie e falsità sul V-day nei giorni successivi
all’evento, espresse da quasi tutte le forze politiche ne
abbiamo lette tante. Bugie terra, terra, come la frase su
Biagi pronunciata da nessuno a Bologna (ma ora va di moda che
chi si esprime contro la legge 30, passa per terrorista?), che
anche chi non era in piazza, capiva benissimo che si trattava
di grossolane menzogne. Ma quando ieri, 14 settembre, su
Repubblica ho letto D’Alema che parla di “inutile
carica di violenza”...
Quando l'evento è scomodo: prima e
dopo, istruzioni per l'uso
di Daniela Gaudenzi
Prima del V-Day c’è stato il prevedibile
tentativo di mettere la sordina, di sottovalutare e di
rimuovere, le conferenze stampa “misteriosamente” disertate,
gli accenti sulle gaffes le intemperanze, le presunte
incongruenze, contraddizioni, cadute o incidenti di percorso
in cui sarebbe incorso il comico “incantatore”, “demagogo”,
“populista”, “affabulatore”, “becero” e “qualunquista” ecc…
Poi la rimozione di una iniziativa che ha mobilitato tutte le
piazze italiane e che in un giorno ha raccolto oltre 300.000
firme su tre iniziative squisitamente politiche e pienamente
inscritte nel dettato della nostra carta costituzionale: la
notizia è saltata dalle copertine dei TG e la stragrande
maggioranza delle testate nazionali l’hanno ignorata nelle
loro prime pagine... |
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| Segnaliamo questo commento
di Eugenio Scalfari,( pubbl. su Repubblica del 12-09- '07)
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SCRITTI PRIMA DEL V-DAY:
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| Abbiamo deciso di dedicare al V.Day indetto da
Beppe Grillo una riflessione. Crediamo, che questa giornata,
nel bene e nel male, sia un punto di arrivo per i movimenti
che - nel periodo del governo Berlusconi - spuntarono in tutta
Italia a rappresentare e tentare di 'organizzare' la
società civile contrapposta alla Politica del palazzo. |
| Nella redazione ci sono parerti discordanti su
questa giornata, ve li sottoponiamo tutti : |
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| Carla Barducci |
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Per prima cosa dirò subito che ci andrò. E
dirò anche che è stata una decisione molto combattuta.Di
Grillo penso che ha fatto e fa alcune cose grandi, vedi il
crac Parmalat da lui annunciato con largo anticipo; spesso
cerca di portare in primo piano, aspetti della nostra realtà
che dalle alte sfere si cerca in tutti i modi di nascondere.
Per queste cose lo apprezzo moltissimo.Peccato che in questo
Paese puoi denunciare le peggiori infamie che tanto non accade
nulla, il giorno dopo, si prosegue la vita normale come se
nulla fosse. Così come accade alla Gabanelli con la sua
trasmissione: il giorno seguente ti aspetti le prime pagine
dei quotidiani con i titoloni di quello che hanno tirato fuori
a Report e invece nulla, neanche un trafiletto in ventesima
pagina! Però, meno male che esiste la Gabanelli e meno male
che esiste Grillo. Di lui penso anche che a volte è piuttosto
qualunquista; leggo spesso il suo blog e di tanto in tanto mi
sembra una bella accozzaglia di idee buone mischiate con un
populismo insopportabile. In sintesi, per me è un bravo comico
che non sempre condivido. Il V-day penso sarà proprio un bel
miscuglio di giusta ribellione con tanta demagogia. Penso che
se avessi un partito cui fare riferimento non ci andrei, ma
forse, in questo caso, non sarebbe neanche stato indetto. Mi
vivo la partecipazione a questo appuntamento come una
necessità, in un Paese dove i politici ci hanno abbandonato,
ben venga qualcuno che mi permette di esprimere il mio
dissenso, qualcuno che riesce a denunciare e a gridare in
faccia a tutta la classe politica quanto facciano
schifo.Grillo è lo specchio del nostro Paese, molte persone si
sentono rappresentate da lui, dai Luttazzi, dai Paolo Rossi e
via dicendo, piuttosto che da chi dovrebbe farlo. E’ chiaro
che è un’anomalia, ma questa realtà non l’abbiamo certo voluta
noi ma finché c’è, viva Grillo! |
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| Barbara Fois |
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"L'8 settembre sarà il giorno del
Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello
sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto
settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943
non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo
sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi
“culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di
partecipazione popolare."Beppe Grillo.
Francamente la scelta del giorno mi pare
inquietante: l’8 settembre…. Eh, sì perchè il D-day, lo sbarco
in Normandia, avvenne il 6 giugno del 1943, ma l’8 settembre,
eh, a quel giorno del 1943 son legate molte cose diverse:l’
armistizio con gli Alleati e la fine del sodalizio militare
con la Germania, la dissoluzione dell’esercito fascista e la
nascita della Resistenza, la fine della stucchevole ed
enfatica “patria” e la nascita dello stato democratico Ma fu
anche l’inizio di una guarra civile che avrebbe diviso e
distrutto famiglie, paesi, città; fu il principio di tanti
bombardamenti, deportazioni e morti. Una data difficile e
dolorosa, insomma…. È forse per questo che si è voluto
sdrammatizzarla con quell’appellativo un po’sboccato? Ma del
resto: una sentenza della V Sezione Penale della Cassazione
hadecretato che“vaffanculo” non è una parolaccia. Si legge
infatti nella sentenza«talune parole ed anche frasi che, pur
rappresentative di concetti osceni o a carattere sessuale,
sono diventate di uso comune ed hanno perso il loro carattere
offensivo». Quindi da quel lato tutto a posto… ma non meniamo
tanto il can per l’aia con pretestuose speculazioni e
chiediamoci con schiettezza:insomma che caspita significa?? Mi
spiego meglio: politicamente che senso ha? A chi è rivolto il
“vaffanculo” depenalizzato? E perché non l’abbiamo mai fatto
quando al governo c’era il cavaliere e la sua truppa? Io ci
sarei andata tanto volentieri, per esempio! E l’avrei gridato
con tutta l’aria dei polmoni e con un senso liberatorio e di
felicità appagata da sindrome di Stendhal ( nel senso: ah, che
bello!!!). Ci andrei di malumore, stavolta. Dispiaciuta,
depressa, irritata, questo sì, ma senza nessun senso
liberatorio. Tutt’altro! Direi con un maggior senso di
frustrazione. Non che non abbia voglia di “mandarceli”, anzi!
Li prenderei a frustate, i “nostri”, per quanto ci hanno
deluso, per come hanno disatteso tutte le promesse per cui
sono stati votati. Non hanno scuse, di nessun tipo. Sono
arroganti, presuntuosi, e hanno tanta voglia di blindarsi come
gli altri, ma smettiamola comunque di fare delle ammucchiate
qualunquiste e dire “son tutti uguali”. Perchè nonostante
tutto, non è ancora così, per fortuna. Ma soprattutto non
siamo uguali noi, elettorato di CS, a quello di CD!! Così non
credo che ci andrò, dopo tutto. Come si dice “à chaque jour
suffit son mal” (a ciascun giorno basta il suo
affanno)….. |
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| Vittorio Melandri |
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“La vicenda dei lavavetri in Italia è
umiliante per la sua piccolezza.” La frase di Furio Colombo
non lascia campo ad equivoci ed induce a riflettere attorno ad
una condizione a cui siamo costretti noi cittadini italiani
dalla politica corrente, quella per cui possiamo dirci
appunto: “umiliati”. Umiliati, anche se pare che i primi a non
accorgersene, forse per una forma di pudore mal riposto, siamo
proprio noi, che tutto diamo a parere meno che, per dirla con
Fedor Dostoevskij, di essere “umiliati e offesi”. Il giorno
prima che Colombo spendesse la sua frase, Antonio Padellaro
sempre sull’Unità affermava che una “folla” (io ho inteso
volesse dire sempre più numerosa) “comincia ad averne le
tasche piene” dei privilegi riservati alle varie caste (che
non si esauriscono certo a quelle politica e sindacale). Non
sono così ottimista come Padellaro, e penso che la “folla” per
quanto numerosa sia comunque una minoranza, ma …. oltretutto,
cosa significa in fondo averne le tasche piene, se l’esito
continua ad essere quello di aver in buona considerazione il
berlusconismo con annessi e connessi, tutt’al più privato solo
di Berlusconi? Sino a che noi cittadini italiani non faremo i
conti con la nostra condizione di umiliati, e non ci sentiremo
offesi nei nostri sentimenti più intimi da questo “stato” di
cose, per cui la “criminalità organizzata” la fa da padrona
dove vuole, intanto che solerti politici mettono sotto il loro
tallone perfidi lavavetri; sino a che non sarà chiaro che il
“pizzo” che intere categorie di lavoratori sono costretti a
pagare in intere regioni italiane, non vale tanto per il
fatturato che accumula, ma perché è la dimostrazione patente
di chi vince la sfida del comando sul terreno, fra Stato
italiano e “criminalità” organizzata; sino a che non ci si
deciderà a ricordare che Libero Grassi non denunciò solo la
sua volontà di ribellione al “pizzo”, ma anche la sua
convinzione che il suo possibile successo dipendeva dalla
cacciata della “cattiva qualità del consenso” di cui si
nutriva e si nutre la politica italiana (e non a caso fu
ucciso); ogni azione di questa politica imbelle e incapace,
per non dire vigliacca, si risolverà in una nuova umiliazione
inflitta a chi non può e/o non vuole dimettersi da cittadino
italiano. Temo che non basti un vaffanculodey, ci vorrebbe una
rivoluzione. Scartata quella armata, destinata a sicura
sconfitta, non resta che quella “rivoluzione della dignità”,
che solo gli umiliati consapevoli della propria condizione e
gli offesi che intendono liberarsi dell’oppressione
dell’offesa, potranno/dovranno/sapranno, prima o poi
innescare. Prima che si inneschi una tale rivoluzione, mi
convinco ogni giorno di più che ogni speranza è vana.
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| Marco Ottanelli |
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Il va’ a fan culo day di Beppe Grillo,
l’ultima spiaggia per gli italiani indignati che non hanno
trovato nella politica, nei girotondi, nella società civile e
nella testimonianza di onestà il modo di agire valido per
eliminare le sporcizie e le immani e proterve impunità e i
privilegi della classe dirigente, mi mette profondamente a
disagio. Perché ne condivido le proposte di legge, ma non il
metodo; perché ne condivido la base “giuridica”, ma non lo
spirito; perché ne condivo l’indignazione ma non le illusioni.
MAI il Parlamento ha accolto una sola proposta di legge
popolare, lo abbiamo scritto tante volte. Figuriamoci un po’
se mai approverebbe una o più norme che ne diminuissero anche
in minima parte i poteri, seppur perversi. Fuori i
delinquenti? Ma se essi sono contesi come merce rara e
preziosa dal PD e da FI e da UDC e da UDEUR. Ma se essi sono
anche in commissione antimafia, ed i poveri onorevoli Licandro
(PDCI) e Napoli (AN) sono stati politicamente massacrati per
aver osato chiedere che ne fossero esclusi? Sì alle
preferenze? Ma se è dal 1993 che le hanno abolite, e le stanno
abolendo anche nelle elezioni regionali (vedi il caso
Toscana), e se tutti i piani e i progetti e i Grandi Sogni di
tutti i partiti e tutti i leader prevedono alchimie elettorali
le più varie (e pericolose), ma ovviamente senza preferenze?
Li vogliamo mandare a fan culo? Liberi di farlo. Ma so, o per
meglio dire, e per lasciare un margine alle mie previsioni,
temo, fortissimamente temo, che sarà clamorosamente,
rumorosamente, fragorosamente tutto inutile. Ed io,
vigliaccamente, pigramente, sconsolatamente, ho deciso di non
fare più cose inutili. L’8 settembre (e la scelta della data
è, a mio avviso,sbagliatissima), mi spiace tanto, soprattutto
per me, ma non ci sarò. |
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| Roberta Anguillesi |
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Per restare in linea con la scelta estetica di Grillo: sono
convinta che il v.day sia una immane stronzata. Una stronzata
ruffiana, barocca, imbarazzante. Pericolosa, comunque. La
casta, la tanto esecrata casta è lì, nel Palzzo da
70anni, sempre uguale, con gli stessi privilegi, le stesse
arroganze, la stessa protervia e gli stessi vizi. Da 70 anni.
Circa. E non per grazia divina, ma per volontà del popolo. Un
popolo che ogni qualvolta è stato chiamato alle urne ( in
media 1 volta per anno solare) l'ha riconfermata, amata,
coccolata, voluta e osannata, accompagnandone i trionfi con
piazze stracolme, tifo da stadio, discussioni da bar. Per 70
anni, senza soluzione di continuità. Sempre, il popolo, della
destra e della manca, ha riconfermato sè stesso, e con sè
stesso la casta che, evidentemente, riteneva degna e
meritoria di rappresentarlo.Con quale gaudio e con quale
entusiasmo si è arrivati a votare - a destra- per dei
residuati del socialismo craxiano o addirittura della sx
extraparlamentare, e -a sinistra- per dei residuati del
democristianismo verace (con annesi e connessi di scandali,
millanterie e pirataggi vari), pur di mantenere viva e vegeta
la 'casta'.Mani e piedi spellati nei battimani eroici
negli eroici pellegrinaggi di investitura ( convention o
raduni che fossero). Valga per tutte la prova che quando la
casta ,unica volta, vacillò con mani pulite il popolo fu lieto
e contento di votarne la restaurazione, chi scegliendo
Berlusconi, chi affidandosi a ideologiche , vecchie e
cigolanti, nonostante i vestiti nuovi , macchine da guerra .
Addirittura qualche protagonista di quella stagione tanto fece
e tanto brigò per entrare anche lui in quella, tanto esecrata,
casta. L'Italia la ama e la vuole, la casta,
perchè questa è l'unica garanzia per il paese di restare
quello che è, di continuare la tradizione del 'piove governo
ladro', della politica della lamentela, del tanto sono tutti
uguali, senza nessun impegno personale nel contratto sociale
che sottindende una nazione, unica Garanzia anche delle
aspirazioni, preziose per un popolo congelato dal punto di
vista sociale e culturale, per cui le speranze di
realizzazione personale sono legate SOLO a entrare o in
politica o in televisione, o meglio ancora in ambedue; anche
per le anime più belle, anche per molti dei più indignati tra
gli indignati, privi di idee, che giocano la carta effimera
dell'indignazione. Credo che Grillo abbia scelto di iscenare,
con il v.day, una bella e liberatoria lite tra innamorati, una
pantomima catartica che liberi dall'astio e da pericolosi
risentimenti, pericolosi per gli equilibri che tengono su
anche lui, permettendogli di ridurre e mortificare la politica
in un 'guittesco' esercizio di appartenenza, di fede, un rito
acefalo senza responsabiltà e senza il coinvolgimento della
ragione , senza la fatica dell'impegno , della visione
prospettica e vitale, che deve avere la politica per essere un
mezzo con cui una società si garantisce presente futuro. E
poi, rispettando la tradizione italica dell'8 settembre, tutti
a casa.
nota:rileggendo, ho usato la parola casta in modo
ossessivo. E' voluto. |
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| Gabriele Pazzaglia |
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Siamo tutti stanchi di questa politica, non
ci sono dubbi. Grillo ha deciso di mettersi in gioco
organizzando una manifestazione per la proposizione di una
legge popolare contenente tre punti:
Divieto di candidatura ai condannati anche in
primo ed in secondo grado
Divieto di elezione per più di due
legislature
Ritorno ad una legge elettorale con
preferenza diretta
Questa legge per me è più che condivisibile.
Benché in un paese normale non ce ne sarebbe bisogno (vi
immaginate se in Inghilterra un pregiudicato chiedesse il
voto?) vista la situazione politica e lo stato del paese, è
una legge necessaria. Non è tollerabile un paese in cui le
leggi sono fatte da chi le ha già violate e dove il denaro è
amministrato da chi lo ha già rubato.
Più scettico sono sul metodo usato. Si parla
di legge popolare, cioè di un testo sottoscritto da 50,000
cittadini che, per diventare legge, dovrà essere approvato dal
parlamento. Visti i precedenti, e la situazione attuale, è
facile pensare che il papiro di carta con le nostre firme
finirà sotto la gamba di una qualche scrivania per
riequilibrare il piano.
Per chi scrive avremmo bisogno di questa
legge, ma la conclusione più probabile è che sia ignorata dal
Parlamento. |
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