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| domenica 07 agosto 2005 16.22.12 |
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Che cosa è lo scandalo di R. Anguillesi e M. Ottanelli Bersani e Calvi (ds) Bertinotti (prc) Mastella (udeur) e, con qualche distinguo, Prodi (leader dell’Unione) hanno immediatamente (o preventivamente) sposato il progetto di Silvio Berlusconi (che ha definito le intercettazioni “uno scandalo” e ha giurato di scrivere “di suo pugno” una legge restrittiva sulle stesse) che permetterà l’uso delle intercettazioni ambientali e telefoniche solo in indagini riguardanti mafia e terrorismo. Questo, conseguentemente, ne escluderà l’autorizzazione e l’utilizzazione in indagini relative a: -corruzione -concussione -aggiotaggio -insider traiding -truffa -grande evasione fiscale e, perché no, sequestro di persona, omicidio, ricatto, usura, tratta di esseri umani ecc ecc. Tutto questo a pochi giorni dalla approvazione ampliamente bipartisan della legge antiterrorismo… (islamico?), che permette, sostanzialmente, l’intercettazione di tutti noi, via cellulare, telefono fisso ed e-mail. Tutto questo a pochi anni dalla approvazione ampliamente bipartisan della legge che prevede la distruzione delle intercettazioni di malavitosi e mafiosi partorita dalla funesta Bicamerale. Tutto questo a un paio di anni dalla approvazione ampliamente bipartisan della legge “Boato” che impedisce l’uso delle intercettazioni ove compaiano nomi di membri del Parlamento. Tutto questo quando la Magistratura (7 agosto ’05) ha immediatamente espresso tutti i suoi dubbi, le sue preoccupazioni, i suoi timori nei confronti di quella che, diciamolo chiaramente, sarebbe una clamorosa e totalizzante amnistia e norma di indulgenza plenaria verso chi delinque senza essere classificabile con certezza come “terrorista” o come “mafioso”. Cosa è lo scandalo, dunque? Intercettare (secondo le regole della legge, e non quelle della jungla, come è stato da più parti insinuato), o togliere, ancora una volta, ancora di più, gli strumenti ed i mezzi di indagine ad una magistratura resa (e voluta) sempre più inoffensiva?
N.b: su una cosa sola Berlusconi ha ragione: a cosa è stato utile pubblicare gli sms “amorosi” di Anna Falchi, come fatto da La Repubblica? Per noi, né alle indagini, né all’accertamento della verità, né al diritto di cronaca, né, tantomeno, al buongusto e al buon giornalismo. |
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Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line |
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