Per il popolo di Haiti
con Medici senza Frontiere
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento
Lunedì, 25 Gennaio, 2010 23:17 
 
 
 
 
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Abbiamo cambiato il logo...ecco perchè.
 
Abbiamo cambiato il logo ed il nome, anche se la testata "democrazia e legalità" è rimasta immutata, perché vogliamo essere liberi di vivere e investire idealmente in una "democrazia" compiuta , muovendoci e credendo nella "legalità" ) sostanziale ma senza banalizzare questi due termini facendone un vessillo esclusivo e rituale.

Abbiamo quindi ‘giocato’ con quelle parole cercando di estrapolarne il significato che piu’ ci racconta ed ecco L'edit che tra il latino e l'inglese descrive l'atto del produrre scritti, ed è questo noi facciamo, documentandoci e cercando pervicemente di non incorrere nella proclamistica e nella propaganda. ponendoci come primo atto le domande e questo spiega quel punto interrogativo come  una sorta di tributo al dubbio che ci sembra sempre l’unica, umana, certezza.

 

Il punto in discussione non è quello da cui siamo partiti nel 2001, quello resta intatto e insuperato, siamo partiti dal desiderio e dal bisogno di informarci per informare, costruire un luogo dove raccontare e condividere lo sforzo irresistibile di conoscere e interpretare , con sobrietà e modestia, la realtà socio politica del nostro paese ( e non solo)  che, allora come oggi, non ci piace proprio.

Allora qual'è il punto per cui sentiamo la necessità di chiarire che siamo diversi da allora, e come lo siamo?

Sono passati nove anni, nove anni in cui non è successo niente, pensiamoci, non è veramente successo niente:  La società italiana non è mutata, la politica italiana si è incanaglita, la società civile (quella da cui, forse, anche noi siamo partiti) ha dimostrato di sapersi solo arrovellare per anni sul niente, la vocazione a dedicarsi solo e incessantemente a  riti di piazza e alla   creazione di mitologie sempre più simili a repliche vuote di vecchi schemi, spesso patetici e mortiferi nella loro  vanità consolatoria.

 

Noi non ci arrendiamo, laicamente, scegliamo di essere diversi, di tentare di continuare a informarci per informare, tenere vivo un luogo dove rccontare e condividere lo sforzo irresistibile di conoscere, interpretare e magari proporre,  con sobrietà e modestia ma anche con l'aspirazione e la continua pratica di libertà e indipendenza di giudizio, fuori da tutte le 'chiese' , fuori da tutte le liturgie , pronti alla discussione e disponibili allo scambio di idee, ma di certo mai disposti agli atti di fede....