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Dissociazione mafiosa. Nel papello ed altrove.

 


Tremendo, 'sto papello, vero? Consegnato, dopo un estenuante tira-e-molla, da Massimo Ciancimino; ma in fotocopia, o fax, che è la stessa cosa. Per ora, per noi di democrazialegalita.it, rimane solo un pezzo di carta. Un pezzo di carta sospetto, oltretutto. Lasciamo ai magistrati la onerosa e doverosa opera di accertamento A) dell'autenticità del documenti B) dei redattori dello stesso C) del peso effettivo che, se dimostrato vero e veritiero, può avere sulle indagini (oppure no).
 
Facciamo solo una considerazione: tra le 12 richieste 12 del papello, c'è anche quella a favore di una legge per i mafiosi "dissociati", sul modello della dissociazione che venne concessa ai terroristi: non parli, non confessi, non sveli segreti, non fai nomi, non consegni armi nè denaro; dichiari soltanto di "dissociarti", e avrai un consistente sconto di pena e/o una carcerazione "morbida".
 
Quello che ci fa pensare è che, nel 1996, una proposta di legge in tal senso, fu presentata DAVVERO, in Parlamento; dai senatori del CCD (oggi UDC) Cirami, Napoli, Nava e Tarolli.
 
La proposta fu giudicata in modo estremamente negativo dai magistrati impegnati sul fronte antimafia. Fu discussa e approvata nel 2000 da un solo ramo del Parlamento (a maggioranza di centrosinistra...) ma mai perfezionata dal voto dell'altro ramo.
Insomma, ci provarono. Ecco, come documentazione, il link alla proposta stessa.

Il giorno 14 ottobre 2009, il magistrato Alfonso Sabella ha parlato, in una intervista a rainwes24 andata in onda attorno alle ore 23.00, di aver raggiunto il più grande degli sconforti professionali proprio quando, alla fine degli anni '90, si paventò l'idea di poter creare la categoria dei mafiosi dissociati, che si sarebbe affiancata, distruggendola, a quella dei mafiosi cosiddetti "pentiti".

Ma quel che ci fa, oggi, riflettere sopra ogni cosa, è che, almeno nel 1996, anche un integerrimo e carismatico Don Ciotti era favorevole a tale provvedimento. Incredibile, ma vero. Ecco il link.
 
 

Insomma, tutti parlano, anzi, gridano, di trattativa tra mafia e "Stato". Ma la domanda da porsi è: "Stato" chi? "Stato" cosa? E una trattativa, fatta da una serie di richieste che, in molte parti sono state (curiosamente!) accolte, con soluzioni sollecitate [inconsapevolmente] anche da persone al disopra di ogni possibile sospetto, è un golpe paraberlusconiano o è un tragico passaggio della nostra tragica, tragicissima storia?

(Ovviamente don Ciotti a tutto ciò è estraneo: l'intento di questo articolo è solo sottolineare che ciò che un giorno viene inteso come golpismo e/o complicità con la mafia, qualche anno fa era, appariva essere, come una sensata soluzione democratica. )

 
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