Il Ministro della Giustizia del governo Prodi, ha richiesto al CSM di procedere al trasferimento punitivo dei magistrati di Catanzaro Lombardi e Luigi De Magistris per risolvere l’intricata situazione della Procura di Catanzaro.
La decisione del Guardasigilli deriva da una relazione redatta dagli ispettori da lui stesso inviati nel capoluogo calabrese, a seguito dei contrasti nati proprio tra De Magistris e Lombardi. Non entriamo nel merito tecnico del conflitto sorto tra i due magistrati, ma , e questi sono dati certi, risulta che Lombardi, capo di quella Procura, abbia revocato una inchiesta importante al suo sostituto De Magistris.
Risulta che Lombardi sia stato intercettato spesso in colloqui con uomini politici del centrodestra. Sottoposto ad "attenzionamento", Lombardi compare nella relazione del perito Genchi, che dice, tra le altre cose: «Partendo proprio dalla posizione del Procuratore capo non possiamo non considerare una fra le principali risultanze emerse dalla nostra analisi, che riguarda proprio il possibile assoggettamento di Lombardi - e molto verosimilmente di altri magistrati di Catanzaro - a quello che pare essere l’unico e vero protagonista della fuga di notizie di cui ci stiamo occupando: l’avvocato Giancarlo Pittelli», esponente di Forza Italia.
Risulta invece che, durante la passata legislatura,contro De Magistris erano state presentate alcune decine di interrogazioni da parte di parlamentari del centrodestra con lo scopo recondito di provocarne l' allontanamento da Catanzaro.
Alcune di queste interrogazioni fecero effettivamente scattare ispezioni ministeriali su De Magistris ( quando era in carica il governo Berlusconi , quando era ministro Castelli ) che finirono con un nulla di fatto. Oggi , evidentemente, i tempi sono cambiati.
Risulta che De Magistris stia indagando su alcuni politici di livello nazionale: il segretario dell' Udc, Lorenzo Cesa; l' ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti, importanti esponenti di An come l' ex assessore all' Agricoltura della Regione Calabria, Giovanni Dima, e Giovambattista Papello, vicino a Maurizio Gasparri; il vicepresidente della Regione Calabria Nicola Adamo, Ds; il presidente della Regione, Agazio Loiero, ex Margherita, oggi capo del Pdm e componente del Comitato dei 45 del Partito democratico. Inoltre indagando sul consigliere di Prodi, Scarpelli, e su l'on. Gozi, coinvolti nell'inchiesta sulla maxi loggia massonica di San Marino- fondi europei, De Magistris è arrivato all’attuale presidente del consiglio.
Adesso, Mastella risolve la questione con una richiesta gordiana: Via tutti, intercettatied intercettatori, attenzionati ed attenzionatori, grano e oglio…un taglio netto che, secondo le intenzioni di tutto l’UDEUR, dovrebbe coinvolgere anche il tecnico Genchi (leggi sotto) Noi, in questa intricata matassa, una idea di chi tenga il capo del filo, ce la siamo fatta. Sperando che importantissime inchieste non siano insabbiate e vanificate, confidiamo nella saggezza del Consiglio Superiore della Magistratura.
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GIUSTIZIA/ INTERROGAZIONE UDEUR, GENCHI: HO FATTO SOLO MIO DOVERE
"Quando si toccano i potentati queste sono le reazioni"
Palermo, 26 set. (Apcom) - "Quando si toccano i 'Santuari' della politica e dei potentati economici, queste reazioni sono prevedibili". Lo dice Gioacchino Genchi, il consulente tecnico informatico del Pm De Magistris indicato in una interrogazione al ministro della Giustizia Mastella presentata dal capogruppo dell'Udeur alla Camera, Mauro Fabris come indagato dalla procura di Caltanissetta e percettore di "percepito compensi particolarmente ingenti e significativi per il compimento delle proprie prestazioni".Genchi, in una nota, dice di non essere sorpreso dalla "tempistica con cui arriva l'interpellanza del capogruppo dell'UDEUR alla Camera, di cui rispetto comunque le prerogative parlamentari. Dopo il violento attacco personale del Ministro Mastella, - dice Genchi - solo perché ho accettato - com'era mio dovere - di eseguire alcune accertamenti tecnici su alcuni suoi "amici", dirette dal Pubblico Ministero di Catanzaro Luigi De Magistris, l'iniziativa del capogruppo del suo partito alla Camera non è altro che una delle tante conferma di quanto di peggio sta accadendo in questi giorni".
"Probabilmente - sostiene - le ire e le preoccupazioni di Mastella e dei suoi amici vanno ben oltre le ultime vicende di Catanzaro e riguardano altri fatti e altri suoi "amici" e "compari", di cui - com'è noto - mi sono occupato e mi sto occupando per conto di ben altro ufficio giudiziario".
"Non ho mai avuto bisogno della fiducia dei Governi che si sono succeduti, per fare bene il mio lavoro. Mi è bastata - sostiene in una lunga nota Genchi - e mi basta la fiducia e la stima di tanti magistrati per bene, con cui lavoro. Magistrati bravi, onesti e coraggiosi, come Luigi de Magistris, Magistrati che in Italia hanno ancora il coraggio di fare il loro lavoro, non curanti dei rischi che corrono. Una volta c'era solo da guardarsi dalle aggressioni della Mafia. Oggic'è da preservarsi da altre insidie e pericoli. Le insidie ed i pericoli che si colgono all'orizzonte - conclude - sono per lo stato di diritto, per l'indipendenza della magistratura, per la libertà di stampa e per l'essenza stessa della democrazia". |