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11 febbraio 2006

Periodico on line registrato presso tribunale di Firenze n°5375

 

Oltre il Tevere, niente

di Roberta Anguillesi

Piero Fassino, da giorni, va in giro dicendo che circa le unioni di fatto egli è: "pronto a discutere sul modello, che siano i pacs proposti da noi, i contratti proposti da Rutelli o soluzioni di diritto comune come dice Ruini, a me interessa il fatto, cioe' riconoscere diritti e tutele a chi convive". Dunque la sostanza, secondo il  pragmatico Fassino, puo’ essere  indipendente dalla forma, come se nel ‘modello Ruini’ non fosse esplicitata la ‘filosofia Ruini’ ma si trattasse solo di un suggerimento normativo che il cardinale di una libera chiesa offre, per facilitare le cose, al – cosiddetto -  libero stato Italia in una materia tanto delicata. Ma stiamo evidentemente scherzando: Fassino non puo’ credere seriamente che il mettere sullo stesso piano tre proposte applicative (di cui due provenienti da forze politiche, e una da esponenti di una confessione religiosa)   possa rimanere coerente con il  contenuto politico di una scelta. L' augurata legislazione  sulle unioni di fatto non è uno sfizio o una norma di valore solo regolamentativo;  nel  riconoscimento di unioni fuori dal ‘sacro vincolo’ del matrimonio vi dovrebbe essere  una filosofia civile e sociale che esula dalla  giurisdizione del cardinale Ruini o di chi per lui, in tonaca, mitra o cappelluccio bordato di ermellino.

Ma Fassino, forse, non si pone il problema del contenuto ideale nelle scelte etiche, non si pone o forse non ha nessun modello da proporre che contenga una idealità. Nessun  progetto socio-politico che vada oltre la vittoria elettorale e, con una miopia strategica e  antica (alla Togliatti per intendersi), continua a pensare che più questo paese si avvale della influenza vaticana, più questo paese resta legato a una logica di tifoseria sterile, più questo paese resta impermeabile al concetto di evoluzione democratica, dei diritti e dei doveri , del senso civico e dello stato della conquista civile, e più è facile governarlo senza idee, anzi con una idea precisa:  il potere fine a se se stesso e il controllo sociale perfetto.

 Dunque ben vengano i tempi in cui tutto ciò che è legato in qualche modo alla sfera etica  possa essere  derogato -non senza una certa prouderie- a un  Vaticano governato da un papa che teorizza praticamente il superamento del secolarismo politico, ben vengano tempi in cui venti di guerra tra religioni facciano in modo che si possano sopportare anche le  agghiaccianti dichiarazioni che Fassino stesso ha fatto a 8emezzo,  tra un Ferrara sempre più bizantino e decadente preso dal ruolo di alchimista della parola, ed una insipiente spalla in quota rosa  ( puoi vederlo clikkando qui): “Noi riteniamo che i pacs siano uno strumento utile... Rutelli dice contratti, Ruini ha detto: meglio soluzioni di diritto comune ...ed io non butto via niente,  io ho un atteggiamento laico".

Provocazione di Ferrara: "chiamate anche Ruini al tavolo dell'Unione!" risposta di Fassino: "Ruini? di sicuro... le materie sensibili devono essere risolte con metodi ampliamente condivise: nella passata legislatura, abbiamo approvato 4 leggi:  pedofilia, legge sulla violenza sessuale, adozioni, adozioni internazionali; leggi approvate all'unanimità e sa che le dico? su queste leggi abbiamo discusso anche con oltreTevere, con Ruini o chi per lui.”

Agghiacciante. Veramente agghiacciante. Un'Italia che è passata dall’esperienza tragicomica del governo Berlusconi e soci, non dovrebbe tollerare un simile vuoto ideale in chi si candida a prenderne il posto;  non si dovrebbe tollerare che nessuna delle premesse che hanno reso possibile l’avvento – annunciato e preparato- del berlusconismo  venga rimossa, e una di queste premesse, forse la piu’ determinante, è stata proprio l’ incapacità propositiva e il vuoto filosofico, la compromissoria ricerca della riproposizione dei vecchi equilibri e la viltà politica di chi, rinunciando a un Paese nuovo dopo l’abbattimento delle barriere storiche internazionali e la stagione di Mani Pulite,  è andato a cercare certezze ovunque, meno che in un Paese reale che forse non è così come il Vaticano lo vorrebbe.

Inoltre, nelle frasi del segretario D.S serpeggia una strana concezione dell’etica: cosa puo’ mai consigliare la chiesa cattolica  a uno Stato circa le legiferazione sulla pedofilia? Perché hanno avuto bisogno di sottoporre temi come la violenza sessuale o le adozioni alla supervisione della curia romana?

Prouderie, moralismo bacchettone, confusione totale fra etica e morale, tra precetto religioso e legge dello stato, tra reato e colpa, tra pena e perdono, confusione totale e due denominatori comuni: la sessualità e la gestione dei bambini. I due aspetti su cui l’attacco del papa odierno è feroce, i due aspetti cardine per la guerra che esso ha dichiarato alla laicizzazione delle società moderne, le leve con cui si cerca di scardinare le conquiste che secoli  di battaglie ideali hanno regalato al nostro tempo, assieme alla tolleranza, ai nuovi diritti, alla fine progressiva delle persecuzioni e delle discriminazioni;  questi aspetti, uno dei capi della “sinistra”, uno dei capi della formazione politica alternativa al ‘mostro’ Berlusconi  li va a discutere Oltretevere, portando in dono - come un re magio disperato-  un pezzo della sua dignità di politico, una parte della società italiana che forse non avrebbe voluto esserci,  e  la rinuncia a una bella fetta di libertà futura.

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commenti:

Cara Roberta,Ahimè, hai proprio ragione, ma il punto è che noi italiani abbiamo nel DNA il Vaticano, la DC e l'idea che le idee (scusa il gioco) siano pericolose: per esempio, non servono a vincere le elezioni. Cordiali saluti, Dino Di Blasi

Buon giorno. Ho letto solo adesso il Suo articolo, a conclusione peraltro di giorni nei quali l'insofferenza non solo per le interferenze della chiesa cattolica ma soprattutto per le genuflessioni "cammuffate" di questa pseudo sinistra(?) è via via dilagata (in maniera direttamente proporzionale alle intrusioni). Risultato? Se è vero che c'è un nemico da abbattere (Berlusconi) non trovo un solo buon motivo per dare il mio voto agli Altri. Per questo mi ritrovo a pensare che forse la tutela della laicità dello stato italiano con la possibile eliminazione di assurdi privilegi potrà motivarmi in maniera costruttiva nel voto. Perché dobbiamo prendere atto che un voto dovrebbe essere a favore e non contro. Viceversa almeno per quanto mi riguarda mi troverò a votare contro, tappandomi il naso, senza la soddisfazione di dire c'ero anch'io. A Voi tutti un grazie.  Maria Cesarano

 

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line