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11 febbraio 2006 |
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Oltre il Tevere, niente
di Roberta Anguillesi
Piero Fassino, da
giorni, va in giro dicendo che circa le unioni di fatto egli è:
"pronto a discutere sul modello, che siano i pacs proposti da noi, i
contratti proposti da Rutelli o soluzioni di diritto comune come dice Ruini,
a me interessa il fatto, cioe' riconoscere diritti e tutele a chi
convive". Dunque la sostanza, secondo il pragmatico Fassino, puo’
essere indipendente dalla forma, come se nel ‘modello Ruini’ non fosse
esplicitata la ‘filosofia Ruini’ ma si trattasse solo di un suggerimento
normativo che il cardinale di una libera chiesa offre, per facilitare le
cose, al – cosiddetto - libero stato Italia in una materia tanto
delicata. Ma stiamo evidentemente scherzando: Fassino non puo’ credere
seriamente che il mettere sullo stesso piano tre proposte applicative (di cui
due provenienti da forze politiche, e una da esponenti di una confessione
religiosa) possa rimanere coerente con il contenuto
politico di una scelta. L' augurata legislazione sulle unioni di fatto
non è uno sfizio o una norma di valore solo regolamentativo; nel
riconoscimento di unioni fuori dal ‘sacro vincolo’ del matrimonio vi dovrebbe
essere una filosofia civile e sociale che esula dalla
giurisdizione del cardinale Ruini o di chi per lui, in tonaca, mitra o
cappelluccio bordato di ermellino. Ma Fassino, forse, non
si pone il problema del contenuto ideale nelle scelte etiche, non si pone o
forse non ha nessun modello da proporre che contenga una idealità. Nessun
progetto socio-politico che vada oltre la vittoria elettorale e, con
una miopia strategica e antica (alla Togliatti per intendersi),
continua a pensare che più questo paese si avvale della influenza vaticana,
più questo paese resta legato a una logica di tifoseria sterile, più questo
paese resta impermeabile al concetto di evoluzione democratica, dei diritti e
dei doveri , del senso civico e dello stato della conquista civile,
e più è facile governarlo senza idee, anzi con una idea precisa:
il potere fine a se se stesso e il controllo sociale perfetto. Dunque ben
vengano i tempi in cui tutto ciò che è legato in qualche modo alla sfera
etica possa essere derogato -non senza una certa prouderie- a
un Vaticano governato da un papa che teorizza praticamente il
superamento del secolarismo politico, ben vengano tempi in cui venti di
guerra tra religioni facciano in modo che si possano sopportare anche
le agghiaccianti dichiarazioni che Fassino stesso ha fatto a
8emezzo, tra un Ferrara sempre più bizantino e decadente preso dal
ruolo di alchimista della parola, ed una insipiente spalla in quota
rosa ( puoi vederlo clikkando qui): “Noi riteniamo che i pacs siano uno strumento utile...
Rutelli dice contratti, Ruini ha detto: meglio soluzioni di diritto comune
...ed io non butto via niente, io ho un atteggiamento laico". Provocazione di
Ferrara: "chiamate anche Ruini al tavolo dell'Unione!" risposta di
Fassino: "Ruini? di sicuro... le materie sensibili devono essere risolte
con metodi ampliamente condivise: nella passata legislatura, abbiamo
approvato 4 leggi: pedofilia, legge sulla violenza sessuale,
adozioni, adozioni internazionali; leggi approvate all'unanimità e sa che le
dico? su queste leggi abbiamo discusso anche con oltreTevere, con Ruini o chi
per lui.” Agghiacciante.
Veramente agghiacciante. Un'Italia che è passata dall’esperienza tragicomica
del governo Berlusconi e soci, non dovrebbe tollerare un simile vuoto ideale
in chi si candida a prenderne il posto; non si dovrebbe tollerare che
nessuna delle premesse che hanno reso possibile l’avvento – annunciato e
preparato- del berlusconismo venga rimossa, e una di queste premesse,
forse la piu’ determinante, è stata proprio l’ incapacità propositiva e il
vuoto filosofico, la compromissoria ricerca della riproposizione dei vecchi
equilibri e la viltà politica di chi, rinunciando a un Paese nuovo dopo
l’abbattimento delle barriere storiche internazionali e la stagione di Mani
Pulite, è andato a cercare certezze ovunque, meno che in un Paese reale
che forse non è così come il Vaticano lo vorrebbe. Inoltre,
nelle frasi del segretario D.S serpeggia una strana concezione dell’etica:
cosa puo’ mai consigliare la chiesa cattolica a uno Stato circa le
legiferazione sulla pedofilia? Perché hanno avuto bisogno di
sottoporre temi come la violenza sessuale o le adozioni
alla supervisione della curia romana? Prouderie, moralismo bacchettone, confusione totale fra etica e morale, tra precetto religioso e legge dello stato, tra reato e colpa, tra pena e perdono, confusione totale e due denominatori comuni: la sessualità e la gestione dei bambini. I due aspetti su cui l’attacco del papa odierno è feroce, i due aspetti cardine per la guerra che esso ha dichiarato alla laicizzazione delle società moderne, le leve con cui si cerca di scardinare le conquiste che secoli di battaglie ideali hanno regalato al nostro tempo, assieme alla tolleranza, ai nuovi diritti, alla fine progressiva delle persecuzioni e delle discriminazioni; questi aspetti, uno dei capi della “sinistra”, uno dei capi della formazione politica alternativa al ‘mostro’ Berlusconi li va a discutere Oltretevere, portando in dono - come un re magio disperato- un pezzo della sua dignità di politico, una parte della società italiana che forse non avrebbe voluto esserci, e la rinuncia a una bella fetta di libertà futura. per commenti scrivi a roberta@ commenti:
Cara Roberta,Ahimè, hai proprio ragione, ma il punto è che noi italiani abbiamo nel DNA il Vaticano, la DC e l'idea che le idee (scusa il gioco) siano pericolose: per
esempio, non servono a vincere le elezioni. Cordiali saluti, Dino Di Blasi
Buon giorno. Ho letto solo adesso il Suo articolo, a conclusione peraltro di giorni nei quali l'insofferenza non solo per le interferenze della chiesa cattolica ma soprattutto per le genuflessioni "cammuffate" di questa pseudo sinistra(?) è via via dilagata (in maniera direttamente proporzionale alle intrusioni). Risultato? Se è vero che c'è un nemico da abbattere (Berlusconi) non trovo un solo buon motivo per dare il mio voto agli Altri. Per questo mi ritrovo a pensare che forse la tutela della laicità dello stato italiano con la possibile eliminazione di assurdi privilegi potrà motivarmi in maniera costruttiva nel voto. Perché dobbiamo prendere atto che un voto dovrebbe essere a favore e non contro. Viceversa almeno per quanto mi riguarda mi troverò a votare contro, tappandomi il naso, senza la soddisfazione di dire c'ero anch'io. A Voi tutti un grazie. Maria Cesarano |
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Pubblicazione a cura di
democrazialegalita.it periodico on line |
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