Piero Fassino intervistato da Barbara Palombelli per radio2, dichiarandosi credente precisa di non aver mai fatto della sua cattolicità "manifestazione pubblica o politica, perché sarebbe del tutto inopportuno e improprio, proprio per il rispetto che ho per la fede e le mie convinzioni".
Ci chiediamo perchè proprio adesso il riservato Piero abbia invece dovuto manifestare la sua fede . Ma non finisce qui "Essere un uomo di sinistra - insiste- significa battersi per la giustizia, l'uguaglianza, il rispetto della persona umana, che sono valori a cui, come è noto, è attenta una fede religiosa come quella cattolica" e questa frase che non è più una confessione privata ma una considerazione quasi filosofica, abbisogna di alcune considerazioni ; partiamo dalla grande omissione in cui l'illuminato Fassino incorre nel suo decalogo di valori, la difesa della laicità dello stato o se se si preferisce la separazione tra stato e chiesa, qualsiasi chiesa, non è dunque prerogativa del pensiero di sinistra? eppure tra tutti i valori enumerati non la si trova, vi si trovano enunciati clarissimi come una non meglio precisata 'giustizia' e non è chiaro se quella amministrata dai giudici o quella del giudice sommo nell'alto dei cieli . E poi uguaglianza, ma tra chi? tra i gay e le coppie benedette e fertili o quella di tutti noi agli occhi di Dio. Fino al rispetto per la persona umana altro valore che a dire di Fassino è notoria caratteristica del cattolicesimo, eppure basterebbe un rapido excursus nella storia della chiesa cattolica per riempire volumi di esempi dell' assoluto disprezzo del concetto di 'persona' da parte dei cattolici i quali anche filosoficamente privilegiano altro dalla 'persona, perchè a ben rifletterci il concetto di persona da rispettare è' concetto moderno- e laico- strettamente collegato al riconoscimento di un altro valore: la libertà, valore non particolarmente caro al pensiero religioso in genere e a quello cattolico in particolare che si limita al libero arbitrio. Libertà individuale, di scelta, di autodeterminazione nel rispetto di se e della società che ci accoglie, concetto moderno e illuminista contro l'affermazione del quale brillarono roghi e cigolarono a lungo le ruote del tribunale del Sant'uffizio. Concetto che , notate, non costituisce secondo Fassino uno dei valori cardine dell'esser di sinistra. Si potrebbe obiettare che Fassino in questa intervista non pretendeva di riassumere tutti i valori fondanti dell'esser di sinistra, mi si potrebbe far notare il carattere un po' intimista, personale, confidenziale che pervade tutto il colloquio; eppure in questo brodo di dichiarazioni spontanee la politica pura ce l'ha infilata il Fassino stesso quando scendendo dai massimi sistemi dichiara a proposito dei pacs e della legge che il centro sinistra promette: "Abbiamo fatto una buona legge sul divorzio senza stravolgere le famiglie italiane. Ugualmente, abbiamo fatto una buona legge sull'aborto senza stravolgere le famiglie italiane. Possiamo fare una equilibrata e giusta legge sulle coppie di fatto senza mettere in discussione la famiglia. Possiamo cioè rispettare l'articolo 29 della costituzione, quello che riconosce il valore della famiglia e, al tempo stesso, approntare strumenti di garanzia per chi ha scelto la convivenza". Feffe, chiacchiere che una serie di ambigue bufale concentrate in 5 secondi di bla-bla: primo, l'articolo 29 della costituzione recita "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare." Per una questione di scenari che i nostri costituenti non potevano neppure immaginare non viene specificato il sesso dei 'coniugi' per cui il matrimonio tra omosessuali sarebbe più costituzionale dei pacs, a ben pensarci, a meno che il discrimine passi per la fertilità della coppia e questo, con gaudio di Fassino, è una discriminante tanto cara a santa madre chiesa che forse è necessario assumerla , assieme all'obbligo della benedizione del vincolo matrimoniale, come valore fondante dell'esser di sinistra.
Secondo, a Fassino non viene in mente che la società spesso sia più matura della classe politica che è costretta a delegare e che le leggi che regolamentano - come è loro compito- l'esistente non possono indurre disgregazione di valori ma solo, appunto, regolamentare e governare? oppure il segretario Piero è convinto che Sodoma e Gomorra diventarono proverbialmente tali per colpa di legislatori libertini che stabilirono la sodomia lecita per legge e da li comincio' tutto il casino? Le leggi sull'aborto e sul divorzio potevano solo 'regolamentare' e rendere 'governabili' fenomeni preesistenti, addirittura nel caso dell'aborto farne diminuire i costi in termini di vite umane e sofferenza, e questo Fassino dovrebbe saperlo, e dovrebbe sapere che non è stato per "l'equilibrio" con il quale è stata fatta la legge che non ha portato alle nefaste conseguenze, ma non è successo perchè di nefasto c'era solo il pensiero di qualche maniaco cattolico che temeva come conseguenza del rendere pubblico, visibile ( per cui politico nel senso etimologico ) il 'peccato' e la relativa colpa e vergogna sdoganadoli dalla dimensione morbosamente privata e quindi dalla giurisdizione del clero, una perdita di autorità e di controllo sociale da parte della chiesa. Avrebbe fatto meglio Fassino a evitare questa dichiarazione di fede, per i motivi che lui stesso adduce al suo silenzio precedente ma anche per quella furbizia che forse i gesuiti non sono riusciti a insegnargli per cui se si vuole consenso di deve includere e non escludere quindi mantenersi sul vago specie se ancora non si è ben capito a quale platea ci si rivolge; o forse i dirigenti del centro sinistra ancora una volta pensano, in buona compagnia, che l'elettorato italiano sia composto da undicenni, bacchettoni e ignoranti perennemente seduti negli ultimi banchi ? |