<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> caso Englaro, il decreto e il martirio.
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In nome del papa re....
 
di Roberta Anguillesi
 

«In attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi».

Questo il paventato testo del ddl che dovrebbe fermare l’applicazione delle sentenze sul caso Englaro. Questo il testo, queste le intenzioni, parrebbe. Ma nell’orrore che coglie nel vedere con quanto livore si cerca di impedire la fine scelta da Eluana, ma è peggiore il sospetto che quel decreto serva solo per definire l'intenzione e che poi non si farà per fare di lei una martire, un’icona, uno slogan, un pretesto. Con il suo corpo si vuole scavare la breccia da cui far passare i soldati di Dio che Ratzinger arma ormai da molto tempo. Della donna Eluana Englaro a Santa Romana Chiesa non importa un fico secco, è il corpo dei vivi che vogliono per imbrigliarne le menti . Carne da cannone per le nuove crociate di questo furioso papa.

La politica italiana è pronta e prona a recepire, a far propri e ad eseguire i dicktat del re del Vaticano, ma le facce contrite e la dichiarazioni di fede, malcelano -nei Sacconi, nei Gasparri e nelle Binetti - la soddisfatta consapevolezza di quanto possa essere utile per una politica, la loro, che vuole il controllo totale, che vuole il diritto ridotto a opinione e la libertà ridotta a consenso, quanto possa essere utile per quella politica svendersi – soldataglia di ventura – al sacro esercito, necessario e solo viatico che può garantire, con il domino sulla vita e sulla morte, la soppressione di ogni libertà e conquista.