<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> caso Englaro, il decreto e il martirio.
space
Direttore Responsabile
Elio Veltri
RegistrazioneTribunale di FirenzeNr.5375
 
sostienici
 
Vota democrazialegalita.it su
CERCA nel SITO
 
CERCA SUL WEB con
Sabato, 7 Febbraio, 2009 20:08
home
documenti
speciali
lettere
link
video
scrivi alla redazione
 
Archivio cronolgico del sito
2008
archivio 2007
archivio 2006
2005
2004
2003
2002
2001

 

Iscriviti alla NewsLetters di Democrazialegalita.it

Riceverai una media di due mail al mese con gli ultimi aggiornamenti, sarai aggiornato su iniziative e appuntamenti, e potrai scriverci i tuoi commenti.

Potrai cancellarti quando vuoi cliccando sul link che trovi in ogni mail da noi inviata, oppure puoi cliccareCANCELLAZIONE

I dati sono trattati a norma di legge.

 

 

 

 
Sine spes
 
Roberta Anguillesi

Non scambiamo queste dicharazioni di Berlusconi per il delirio di un pazzo.:."A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità..Se uno dei miei figli fosse lì, vivo e, mi dicono, anche con un bell’aspetto e con delle funzioni come il ciclo mestruale attivo e con la capacità di potersi risvegliare visto che il cervello trasmette ancora segnali elettrici, io non me la sentirei proprio di staccare la spina....con tutti i risultati che porta la scienza e che potrebbe trovare in futuro la possibilità di dare input al cervello, proprio non me la sentirei. E se fosse possibile farla risvegliare?».

Non è delirio e non è follia. E' la sceneggiatura di una fiction, è raffinata banalizzazione del sentire, stilizzazione dell'accadere, è fiaba moderna, è rufiana narrazione di una pararealtà che non riconosce alle persone che il ruolo di 'personaggi', riducendo Orrore e Dolore a comparse, tutto in funzione del lieto fine e della fama del narratore.

Una fiaba moderna con cui catturare i bambini , spaventarli e poi consolarli e comunque affabularli toccando le loro più segrete speranze i loro bisogni e le loro paure, pifferaio 'ammaliatore che promette, che spaventa e rassicura.

Il 'bell'aspetto', di biancaneve nella teca di vetro, i 'segnali elettrici' ad evocare la magia della scienza ridotta a pura magia ; il 'ciclo mestruale' ossessivo rimando a una femminilità senza scampo dal proprio destino riproduttivo e addirittura al ruolo sessuale, c'è tutto. C'è anche il cattivo. Come ogni favola anche questa ha il suo orco, e spietatamente ma lucidamente questo ruolo tocca al padre che viene dipinto come feroce e cinico carnefice, antagonista del padre-narratore dispensatore e amministratore pietoso di vita, amore e speranza.

E in fondo , neppure troppo in fondo, c'è la nostra segreta speranza che la scienza ci renda immortali, c'è la paura del decadimento fisico, c'è l'umanissima spes ridotta all'attesa di un inevitabile cambio sequenza in cui scorgere l'arrivo al galoppo del principe azzurro armato di antidoto per ogni male.

Non è follia, è la favola che si racconta per addormentare la ragione, perchè i mostri poi possano scorrazzare travestiti da elfi e fatine, tutto sotto il controllo bonario e sicuro di questa sherazade che dovremmo deciderci a far tacere.