| lunedì 22 agosto 2005 03.25.08 |
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Mischlingedi Roberta Anguillesi"L'Europa vive una crisi morale: la popolazione diminuisce, si apre la porta all' immigrazione incontrollata e si diventa meticci". ‘mischlinge’ dicevano i tedeschi del Reich, spaventati dalla minaccia della contaminazione razziale, che salutarono l’avvento del nazismo con calorosa approvazione, vedendovi un ottimo e caldo riparo contro un simile mortale pericolo per la gloriosa civiltà ariana. Il Presidente del Senato del nostro paese Marcello Pera ha scelto questa parola, meticci, mischlinge, e la folla plaudente adunata a Rimini per il meeting di comunione e liberazione ha calorosamente approvato applaudendo. Un intervento, quello di Pera, raccapricciante in ogni sua parte, eppure la violenza di quel termine, meticci (mischlinge) la violenza che questo termine evoca e rammenta, è insostenibile e pervade l’intero discorso , violenza verbale che si fa quasi fisica e trasuda e trasmette con quella sola parola un odio mortale. Una delle più alte cariche dello stato italiano ha scientemente seminato odio furente verso chiunque non sia: cattolico praticante, eterosessuale , bianco e di forza Italia o giù di li; odio puro senza mezzi termini, fatto di astio e promesse vendetta. Una chiamate alle armi, una esortazione alla guerra contro i molti, i moltissimi, che in questo paese non sono cattolici, non sono eterosessuali, non sono bianchi, non sono neppure di forza Italia o giù di li. Quello che è successo a Rimini oggi dovrebbe scuotere le coscienze di molti, di tutti quelli che hanno abdicato al sano orgoglio laico, e tentato di colmare il loro vuoto ideale inseguendo le ‘magnificenze’ di un cattolicesimo tanto ben rappresentato mediaticamente da Karol Woytila, magnificenze ormai ingrigite nel sincero rigore del guardiano della fede Ratzinger uno dei propugnatori della condanna totale del relativismo, condanna tanto cara al feroce Marcello Pera. |
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Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line |
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