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06/02/2007

Propongo ai lettori di Democrazialegalita.it una nuova traduzione. Vorrei sottolineare il fatto che l'autore, ex consigliere di Reagan, ex collaboratore del Wall Street Journal, è tutto fuori che un radicale.
Eppure può permettersi di fare, senza battere ciglio, affermazioni che chiunque osasse fare in Italia, anche in forma molto più blanda, verrebbe non solo definito anti-americano, accusa che ormai non si nega più a nessuno appena un po' a sinistra, ma addirittura fiancheggiatore del terrorismo.
Ma allora i veri anti-americani sono proprio coloro che ignorano e censurano queste voci che circolano liberamente nei media americani e che noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di far circolare anche qui.

BT

Il fallimento dell’America come forza morale
 L’invasione dell’Iraq da parte del presidente Bush è il più grande crimine del 21° secolo

di Paul Craig Roberts

Fonte: Information Clearing House Blog ( http://www.ichblog.eu/content/view/220/52/ ) Data: 31/1/2007

Traduzione: Bernardino Tolomei

Pur armati di una forte argomentazione morale nei confronti di Bush, le cui bugie hanno portato ad una guerra che è stata causa della morte di migliaia di americani e che ha ucciso un gran numero di civili iracheni, i leader democratici condannano la guerra di Bush perché non sta avendo successo!

Il Regime di Bush ha mentito, ha inventato le “prove” usate per ingannare il Congresso, il popolo americano e le Nazioni Unite. Il vice-presidente degli Stati Uniti e il Consigliere per la Sicurezza Nazionale hanno evocato davanti agli occhi della gente immagini di nuvole mortali sulle città americane, se non si fosse invaso l’Iraq e non si fossero distrutte le terribili armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.

Nello stesso momento in cui queste assurde affermazioni venivano fatte, gli esperti sapevano che erano false. Oggi lo sanno tutti.

L’invasione dell’Iraq sulla base di false premesse costituisce una solida base per l’impeachment sia di Bush che di Cheney e per portarli davanti al Tribunale per i Crimini di Guerra dell’Aia. Secondo i principi di Norimberga commettere un’aggressione non provocata è un crimine di guerra.

Tra le conseguenze del mostruoso crimine di Bush c’è la morte di decine o centinaia di migliaia di civili iracheni, la distruzione delle infrastrutture civili irachene, l’esplosione della guerra civile tra sunniti e sciiti, l’espansione di conflitti settari per tutto il Medio Oriente e la conseguente destabilizzazione della regione.

Provate a immaginare tutte le vite, le carriere, le speranze e le famiglie che Bush ha distrutto. Provate a immaginare il destino delle centinaia di migliaia di profughi iracheni, la fuga dei più istruiti e dotati fra gli iracheni dal loro paese, ed infine l’orrore della guerra civile, che è solo all’inizio.

Le perdite ufficiali degli USA (morti, feriti e mutilati) al momento in cui scriviamo ammontano a 26.194. Gli esperti hanno stimato che il costo dell’invasione e del tentativo di occupazione superi la somma enorme di un miliardo di dollari.

Questa spesa ha costituito dei profitti per il vice-presidente Cheney, per la società di Cheney, la Halliburton, per il complesso industriale-militare americano, e per i concessionari privati, ma non è stata di nessuna utilità per gli americani. Il senatore Frank Lautemberg riferisce che “la Halliburton ha già rastrellato più di 10 miliardi di dollari” dalla guerra in Iraq, e che il valore delle stock options Halliburton di Cheney è balzato da 241.498 a più di 8 milioni di dollari .

Per di più, il costo dell’aggressione di Bush all’Iraq è stato coperto dal deficit e dal prestito estero, che penalizzano finanziariamente ogni cittadino americano abbassando il valore del dollaro e alzando il carico fiscale per coprire il costo della guerra.

La conclusione inevitabile è che Bush ha commesso un grave crimine contro gli iracheni, contro il Medio oriente, contro i cittadini e le famiglie dei militari americani, contro la reputazione dell’America.

Infine, ritrovato infine il loro buon senso, e rendendosi conto dell’insensatezza della guerra di Bush, gli americani hanno dato al Partito Democratico il controllo di Camera e Senato, nella speranza che i democratici avrebbero posto fine a questa guerra.

Era giustificata la fede degli elettori nei democratici? Ascoltate le dichiarazioni dei democratici e giudicate voi stessi.

Il presidente della Commissione Relazioni Estere del Senato, Joseph Biden ha dichiarato nella trasmissione “This Week” dell’ABC che “è la politica fallimentare di questo presidente, l’entrata in guerra senza una strategia, l’entrata in guerra prematura, l’entrata in guerra senza un numero sufficiente di soldati, l’entrata in guerra senza un adeguato equipaggiamento”.

La senatrice Hillary Clinton, probabile candidata democratica alla presidenza, dice: “E’ stata una sua decisione quella di entrare in guerra con un piano mal concepito ed una strategia portata avanti in modo incompetente”.

I democratici condannano Bush non per aver concepito un piano mostruoso, ma per averlo fallito!

Invece di tenerlo responsabile per i suoi crimini con un procedimento di impeachment, Hillary Clinton vuole semplicemente che Bush si liberi del problema per non esserne disturbata quando verrà il suo turno: “Ci aspettiamo che egli tolga il paese dagli impicci prima di aver lasciato l’incarico”. Hillary dice che sarebbe “il massimo dell’irresponsabilità” da parte di Bush lasciare la guerra in consegna al prossimo presidente.

Una persona per bene, umana, decente, onesta definirebbe “il massimo dell’irresponsabilità” il fatto di portare due paesi in guerra sulla base di bugie e inganni.

Ora che Bush e Cheney hanno perso la guerra a causa della loro incompetenza e di una conduzione sbagliata, i democratici stanno per approvare una risoluzione non vincolante contro l’escalation della guerra in Iraq. Mentre il Congresso negozia la posizione da prendere sulla guerra, il Regime di Bush procede nei suoi piani di aggressione all’Iran.

Chiunque può vedere il massiccio accumularsi di forze di attacco aeree e navali americane ai confini dell’Iran. Il telegiornale “News” della Fox, la principale agenzia di disinformazione del Regime di Bush, è impegnato a preparare i suoi telespettatori all’aggressione americana eccitando la paura e l’isteria sull’Iran. Improvvisamente il Regime ha cambiato linea strategica e ora incolpa l’Iran invece di al-Qaeda per la sua sconfitta in Iraq. La lobby israeliana sta lavorano a tempo pieno per un attacco americano all’Iran. Il 30 gennaio Bush ha di nuovo minacciato di reagire duramente se Teheran incrementasse il suo coinvolgimento in Iraq.

Le sue minacce fanno parte della propaganda mirata a creare un pretesto per attaccare l’Iran. Bush vuole bombardare l’Iran. La dottrina di guerra americana è stata modificata per permettergli di usare armi nucleari contro l’Iran. I neo-conservatori americani e la destra israeliana hanno discusso a favore di un attacco all’Iran con armi atomiche, ed un gran numero di esperti prevedono un tale attacco.

Mentre Bush prepara l’opinione pubblica alla sua guerra contro l’Iran, i democratici girano la testa dall’altra parte. Per loro la sola questione è se Bush dovrebbe o no mandare altri 25.000 soldati in Iraq.

Ma la questione è se si può ottenere una rapida fine della guerra in Iraq, o l’impeachment di Bush e Cheney, prima che i due criminali di guerra commettano un crimine ancora più mostruoso e mettano l’America e il mondo ancora più in pericolo aggredendo l’Iran.

Paul Craig Roberts, economista e giornalista, è stato Assistente Segretario al Tesoro nell’amministrazione Reagan. E’ stato redattore ed opinionista del Wall Street Journal e collaboratore del National Review. Vincitore nel 1992 del Warren Brooks Award, nel 1993 è stato classificato come uno dei sette massimi giornalisti americani dal Forbes Media Guide. E’ coautore di “The Tyranny of Good Intentions” (2000).

Pubblicazione a cura di democrazialegalita.it periodico on line