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Fonte:The raw story( http://rawstory.com/news/2007/Hersh_Bush_arranged_support_for_militants_0522.html )

Data:22.5.2007

Autore:Seymour Hersh *(intervista su CNN International)

Titolo:Il Governo Libanese Ha Aiutato i Gruppi Militanti Sunniti
Sommario:

Traduzione:Bernardino Tolomei

Premessa: Lo scorso marzo Seymour Hersh aveva scritto che la politica americana per il Medio Oriente si era orientata nel senso di un’opposizione ad ogni costo all’Iran e alla Siria, e ai loro alleati sciiti, anche se questo significava dare appoggio a estremisti jihadisti sunniti.

In questa intervista ad Hala Gorani per il programma Your World Today di CNN International Hersh ritorna su questo tema.

HALA GORANI: Bene, il giornalista investigativo Seymour Hersh lo scorso marzo ha scritto che per sconfiggere Hezbollah il governo libanese aveva dato appoggio ad un gruppo militante sunnita, lo stesso contro cui oggi sta combattendo. Seymour è con noi in diretta da Washington. Grazie di essere con noi. Qual è la fonte del finanziamento secondo la tua inchiesta su questi gruppi, come per esempio Fatah al-Islam nel campo di Nahr el Bared? Dove prendono i soldi, dove prendono le armi ?

 

SEYMOUR HERSH: I protagonisti sono i sauditi. Quello di cui ho scritto è una sorta di accordo privato stipulato tra la Casa Bianca, vale a dire Dick Cheney e [il vice consigliere della National Security] Elliott Abrams, uno dei principali assistenti alla Casa Bianca, e [il principe] Bandar [bin Sultan, consigliere per la sicurezza nazionale saudita]. E l’idea era di dare un sostegno segreto da parte dei sauditi, a vari estremisti jihadisti. Gruppi sunniti, in particolare in Libano, che, nel caso di un effettivo scontro con Hezbollah, il gruppo sciita nel sud del Libano, sarebbero stati considerati come una vera risorsa, tutto qui.

 

GORANI: Il governo Senora, per contrastare l’influenza di Hezbollah nel Libano, secondo la tua inchiesta avrebbe finanziato segretamente gruppi come Fatah al-Islam, con il quale proprio ora sta avendo problemi?

 

HERSH: Si, ancora una volta conseguenze non previste.

 

GORANI: Allora, previsto o meno che sia quello che l’Arabia Saudita e il governo Senora stanno facendo, gli USA hanno voce in capitolo in tutto questo?

 

HERSH: Be’, gli USA sono profondamente coinvolti. Questa è un’operazione segreta che Bandar ha condotto con noi. Non dimenticare che siamo entrati nella guerra in Afghanistan alla fine degli anni ’80 sostenendo Osama bin Laden, i mujahidin, con Bandar e gente come Elliot Abrams, con l’idea che, come promesso dai sauditi, loro fossero in grado di controllare i jihadisti, così noi, gli USA, abbiamo speso un sacco di tempo e denaro alla fine degli anni ’80 per appoggiare i jihadisti e servircene per battere i russi in Afghanistan, e loro ci si sono rivoltati contro. Ora abbiamo lo stesso schema, come se non avessimo imparato nessuna lezione. E’ lo stesso schema, con l’utilizzo dei sauditi per sostenere i jihadisti, con i sauditi che ci assicurano di poter controllare i vari gruppi, gruppi come quello che adesso è in contatto con il governo a Tripoli.

 

GORANI: D’accordo, ma i mujahidin negli ’80 … era tutta un’altra epoca. Perché sarebbe nell’interesse americano di rafforzare, anche se indirettamente, questi movimenti jihadisti estremisti, che combattono fino alla morte nei campi palestinesi? Non è in questo momento contro gli interessi, non solo del governo Senora, ma anche dell’America e del Libano?

 

HERSH: Il nemico del nostro nemico è nostro amico, dato che i gruppi jihadisti in Libano erano contro Nasrullah. Hezbollah, se ti ricordi, l’anno scorso ha sconfitto Israele, che gli israeliani lo ammettano o meno, quindi Hezbollah è una minaccia primaria per gli americani … Vedi, il ruolo americano è molto semplice. Il segretario di stato Condoleezza Rice è stata del tutto chiara su questo punto: ora il nostro compito è di sostenere i sunniti ovunque possibile contro la Shia, contro la Shia in Iran, contro la Shia, cioè Nasrullah, in Libano. La guerra civile. Siamo impegnati ad alimentare in alcuni paesi, nel Libano in particolare, una violenza settaria.

 

GORANI: Il governo Bush, i funzionari, naturalmente non sarebbero d’accordo con questa versione dei fatti, e neppure il governo Senora, che apertamente punta il dito contro la Siria dicendo che Fatah al-Islam è il sottoprodotto di un gruppo siriano … come si procurerebbero le armi, se non dalla Siria?

 

HERSH: Rispondi a questa domanda: se è vero che la Siria è molto vicina - è stata molto criticata dall’amministrazione Bush per essere vicina - ad Hezbollah, può sostenere anche dei gruppi sunniti salafisti?… è contro ogni logica. Si tratta semplicemente di un piano segreto che abbiamo messo in atto con i sauditi come parte di un piano più vasto per contrastare in ogni modo possibile l’espansione sciita, il mondo sciita, e questo ci si è rivoltato contro, come è successo altre volte.

 

GORANI: D’accordo, ma se non ha senso che i siriani gli appoggino, perché avrebbe senso che lo facciano gli americani, naturalmente in modo indiretto, dando, secondo il tuo articolo, un miliardo di dollari in aiuti, in parte militari, al governo Senora? E se gli aiuti vengono elargiti in modo tale che quel governo e gli USA non controllano i gruppi estremisti, allora gli USA, secondo il tuo articolo, gli stanno indirettamente sostenendo. Perché questo dovrebbe essere nel loro interesse, e cosa ne guadagnerebbero secondo le persone con cui tu hai parlato?

 

HERSH: Tu presupponi della logica nel governo americano. Be’, dimenticatelo. In fondo è molto semplice … quando ero a Beirut per fare interviste ho parlato con funzionari i quali ammettevano che il motivo per cui erano tollerati i gruppi estremisti jihadisti era che essi erano visti come una protezione contro Hezbollah. La paura di Hezbollah a Washington, in particolare alla Casa Bianca, è acuta. Loro credono semplicemente che Hassan Nasrallah sia intento a fare la guerra all’America. Che poi sia vero o meno, questa è un’altra faccenda. C’è una sacrosanta paura di Hezbollah e non vogliamo che Hezbollah giochi un ruolo attivo nel governo del Libano, e questa è stata la nostra strategia, in pratica un appoggio al governo Senora nonostante la sua debolezza di fronte alla coalizione. Non solo Senora, ma anche Ahun, l’ex leader militare del Libano. Tutto questo per una coalizione che noi detestiamo assolutamente!

 

GORAN: Bene, Seymour Hersh, della rivista “The New Yorker”, grazie per la partecipazione, speriamo di poterne riparlare fra qualche mese, quando in Libano ci saranno gli sviluppi di questa situazione. Molte grazie.

 

HERSH: Lieto di parlare con te.

 

 

* Seymour Hersh è probabilmente il più famoso giornalista investigativo americano. I suoi servizi dal Vietnam, in particolare quelli sul massacro di My Lai, gli guadagnarono il Premio Pulitzer nel 1970. Collabora regolarmente con The New Yorker sul quale sono apparse nel 2004 le sue prime rivelazioni sugli abusi del carcere di Abu Graib in Iraq.